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Home - Colpo da film all’ex Banco di Napoli di Foggia, arresto-bis per quattro condannati: definitiva la sentenza

Colpo da film all’ex Banco di Napoli di Foggia, arresto-bis per quattro condannati: definitiva la sentenza

Dopo il verdetto della Cassazione scattano gli ordini di carcerazione: in cella Bonalumi, ideatore del colpo da 15 milioni. Ancora irreperibile De Matteis

Di Francesco Pesante
27 Marzo 2026
in Cronaca, Foggia, Immediato TV
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Diventano definitive le condanne per il clamoroso furto da 15 milioni di euro nel caveau dell’ex Banco di Napoli di piazza Puglia e scatta l’arresto-bis per quattro foggiani coinvolti nel colpo con la complicità di un gruppo romano. La Procura generale di Bari, dopo la pronuncia della Cassazione dello scorso 10 marzo, ha firmato gli ordini di carcerazione eseguiti dalla squadra mobile.

In carcere finiscono Olinto Bonalumi, 67 anni, il “Lupin” di Foggia, ritenuto l’ideatore del colpo, già detenuto da gennaio 2025 e condannato a 13 anni; Domenico Di Sapio, 47 anni, e Gennaro Rendine, 45 anni, entrambi condannati a 6 anni. Ancora irreperibile invece Federico De Matteis, 37 anni, condannato a 8 anni e considerato il braccio destro di Bonalumi.

Il colpo perfetto del 2012

Il furto risale al week-end tra il 9 e l’11 marzo 2012, quando la banda ebbe a disposizione tre giorni per agire indisturbata all’interno dell’istituto di credito. I ladri riuscirono a eludere i sistemi di allarme, scassinare 165 delle 500 cassette di sicurezza e portare via anche le registrazioni video, senza lasciare segni evidenti di effrazione.

Un colpo considerato tra i più sofisticati mai messi a segno in città.

La posizione della moglie e l’ordine sospeso

Un quinto ordine di carcerazione è stato notificato, con contestuale sospensione, a Patrizia Di Biase, 64 anni, moglie di Bonalumi, condannata a 4 anni per riciclaggio. La riduzione della pena ottenuta in appello consente alla donna di chiedere una misura alternativa alla detenzione.

Dall’operazione Goldfinger alla sentenza definitiva

L’inchiesta, sfociata nel blitz “Goldfinger” del 2015, portò inizialmente a 15 misure cautelari. Il processo di primo grado, durato otto anni, si concluse nel 2023 con 11 condanne, tre assoluzioni e nove prescrizioni.

In appello, nel 2024, le condanne sono state ridotte a nove. Infine la Cassazione ha reso definitive le pene dichiarando inammissibili sette ricorsi e rigettando l’ottavo.

Bonalumi e il cumulo di pene

Per Bonalumi il conto complessivo con la giustizia diventa ancora più pesante. I 13 anni per il colpo al caveau si aggiungono a un precedente cumulo pene di oltre 13 anni per altri episodi, tra cui il furto da 5 milioni alla Np Service di Foggia nel 2009, un tentato colpo alla Banca d’Italia di Ancona e una rapina del 1995.

In totale, il 67enne dovrà scontare circa 26 anni di carcere.

Il ruolo di De Matteis e delle guardie giurate

Secondo l’accusa, De Matteis e Bonalumi avrebbero studiato nei dettagli il sistema di sicurezza della banca, arrivando ad acquistare una centralina elettrica simile a quella dell’istituto per comprenderne il funzionamento.

Fondamentale, per gli inquirenti, anche il contributo delle guardie giurate Di Sapio e Rendine. I due, in servizio presso la banca, avrebbero favorito la banda non segnalando anomalie durante i controlli, nonostante centinaia di allarmi registrati nei mesi precedenti il colpo.

Le manomissioni, secondo i giudici, sarebbero avvenute di notte e nei fine settimana, proprio durante i turni dei due imputati.

Una vicenda che, a distanza di oltre dieci anni, si chiude ora con le condanne definitive per uno dei furti più eclatanti della storia recente di Foggia.

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Tags: ArrestiBanco di NapoliBonalumiCassazionecronacaDe MatteisFoggiafurto caveauGiustiziagoldfinger
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