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Home - Energia rinnovabile, Salatto: “Capitanata regina dell’eolico ma con ritardi inaccettabili sulle infrastrutture”

Energia rinnovabile, Salatto: “Capitanata regina dell’eolico ma con ritardi inaccettabili sulle infrastrutture”

Il presidente di Confindustria Puglia e Confindustria Foggia chiede investimenti nelle reti e negli accumuli: “Produciamo energia pulita ma non ne beneficiamo. Servono smart grid e collegamenti più forti”

Di Redazione
9 Marzo 2026
in Economia, Foggia
Potito Salatto

Potito Salatto

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Foggia e la Capitanata sono tra i territori leader in Italia nella produzione di energia da fonti rinnovabili, ma continuano a scontare ritardi strutturali che impediscono di sfruttare pienamente questo potenziale. È l’allarme lanciato da Potito Salatto, presidente di Confindustria Puglia e Confindustria Foggia, che interviene sul tema dell’energia e delle politiche nazionali per il contenimento dei costi.

Salatto si dice in linea con quanto recentemente sostenuto dal presidente nazionale della Sezione Energia di Confindustria, Aurelio Regina, sottolineando come il decreto bollette approvato dal Governo rappresenti un passo nella giusta direzione ma non sia sufficiente per affrontare le criticità del sistema energetico italiano.

Costi energetici ancora troppo alti

Il provvedimento, spiega Salatto, può contribuire a ridurre il costo dell’energia elettrica di circa 20-30 euro per megawattora e quello del gas di 10-15 euro per megawattora per le imprese energivore. Tuttavia il prezzo dell’energia in Italia continua a restare più alto rispetto ad altri Paesi europei.

Tra i fattori che incidono ci sono il costo della CO₂ nel sistema ETS e il funzionamento del mercato energetico europeo. Salatto ricorda come altri Paesi abbiano adottato misure più incisive: la Germania ha stanziato 26 miliardi di euro per ridurre gli oneri di sistema e i costi di trasporto, mentre la Francia garantisce all’industria un prezzo dell’energia attorno ai 70 euro per megawattora.

Il paradosso della Capitanata

Secondo il presidente di Confindustria il vero paradosso riguarda proprio il Mezzogiorno e in particolare la provincia di Foggia. La Capitanata è infatti uno dei territori con la più alta concentrazione di impianti eolici d’Europa e rappresenta uno dei principali hub europei per la produzione di energia dal vento.

Nonostante questo primato, le imprese e il territorio non traggono benefici diretti da questa ricchezza energetica. “Siamo tra i primi produttori di energia rinnovabile in Italia – osserva Salatto – ma non godiamo di alcun vantaggio, a differenza della Spagna che grazie all’energia del vento e del sole è riuscita a ridurre la dipendenza dalla volatilità dei combustibili fossili”.

Reti insufficienti e burocrazia

Tra i principali problemi segnalati da Confindustria c’è la mancanza di infrastrutture adeguate per il trasporto dell’energia. Molti impianti rinnovabili sono collocati in aree rurali e la rete di trasmissione non è stata sviluppata con la stessa velocità degli impianti.

Il risultato è che una parte dell’energia prodotta non riesce a essere convogliata efficacemente verso la rete nazionale.

A questo si aggiungono i ritardi burocratici che continuano a rallentare nuovi progetti, come evidenziato anche dal rapporto di Legambiente “Scacco Matto alle Rinnovabili”, che cita il caso del progetto eolico offshore nel Golfo di Manfredonia, la cui richiesta risale addirittura al 2008, e quello nel basso Adriatico tra Zapponeta, Manfredonia e Cerignola, presentato nel 2021.

Le richieste delle imprese

Confindustria chiede da tempo un piano di investimenti per rafforzare le infrastrutture energetiche del Paese, a partire dal potenziamento delle linee ad alta tensione e dei collegamenti Nord-Sud.

Tra le priorità indicate ci sono anche lo sviluppo delle smart grid, le reti intelligenti in grado di gestire la produzione energetica distribuita, e l’aumento dei sistemi di accumulo energetico, oggi ancora insufficienti.

“Il decreto bollette affronta il tema dei costi – conclude Salatto – ma non basta. Servono grandi investimenti nelle infrastrutture di rete per sfruttare davvero il potenziale energetico del Sud, che resta ancora in gran parte inespresso a beneficio delle imprese e dell’intero Paese”.

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Tags: capitanataConfindustriadecreto bolletteenergia Pugliaenergia rinnovabileeolicoGolfo di Manfredoniaimprese energivoreinfrastrutture energetichepotito salattosmart gridtransizione energetica
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