Il Tribunale del Lavoro di Foggia ha dichiarato illegittimo il licenziamento di Vittorino De Santis, uno degli operatori socio sanitari coinvolti nel noto caso Don Uva, la vicenda giudiziaria che negli anni scorsi aveva scosso la struttura sanitaria foggiana finita al centro di un’inchiesta per presunti maltrattamenti ai danni di pazienti psichiatrici. Nelle scorse settimane c’è stato l’avviso di fissazione dell’udienza preliminare.
A renderlo noto è l’avvocato Giuseppe Tredanari, difensore dell’OSS insieme al collega Mario Tredanari, che in una nota alla stampa parla di “sentenza favorevole” con cui il giudice del lavoro ha riconosciuto l’illegittimità del provvedimento adottato nei confronti del suo assistito.
La decisione del giudice
Secondo quanto comunicato dal legale, il Tribunale ha condannato Universo Salute srl – società che gestisce la struttura – alla tutela risarcitoria in favore di De Santis e al pagamento delle spese processuali.
Una pronuncia che interviene sul piano giuslavoristico, separato ma strettamente connesso alla più ampia vicenda penale che aveva portato alle indagini e a un acceso dibattito pubblico sulle condizioni dei pazienti all’interno del Don Uva di Foggia.
Il contesto dell’inchiesta
Il caso era esploso dopo la diffusione di intercettazioni ambientali e immagini riprese dagli investigatori che documentavano presunti episodi di violenza e umiliazioni nei confronti di ospiti della struttura. Le indagini della Procura della Repubblica di Foggia avevano coinvolto diversi operatori socio sanitari, accusati a vario titolo di maltrattamenti.
La vicenda aveva avuto un forte impatto mediatico e istituzionale, portando anche a provvedimenti disciplinari e licenziamenti nei confronti di alcuni dipendenti.
“Una speranza di giustizia”
Secondo l’avvocato Tredanari, la sentenza del Tribunale del Lavoro “fa scricchiolare l’impianto accusatorio posto in essere dalla procura sul piano penale e dà speranza di giustizia a molti operatori ingiustamente coinvolti”.
Resta ora da comprendere quali possano essere gli effetti di questa decisione sul piano civile e se la società proporrà eventuale impugnazione. Sul fronte penale, invece, il percorso giudiziario segue il proprio iter autonomo.









