Dopo mesi di riflessioni, Rossano Sasso, deputato e volto storico della Lega al Sud, annuncia ufficialmente la sua uscita dal partito. Una scelta che definisce politica e non di convenienza, maturata nel dissenso verso una linea che non sente più compatibile con il proprio percorso ideale. “Non mi sento più utile e non sento più mio questo gruppo”, scrive in un lungo post affidato ai social.
Sasso ricorda di essere stato nel 2014 uno dei fondatori del movimento guidato da Matteo Salvini nel Mezzogiorno, quando “fare politica per la Lega al Sud era un’impresa proibitiva”. Un cammino durato anni e segnato, racconta, da difficoltà, rinunce, discriminazioni, aggressioni e derisioni, soprattutto in una fase in cui il progetto leghista nel meridione appariva marginale e osteggiato. “Eravamo animati da una spinta ideale fortissima, fieri di un progetto rivoluzionario, identitario e sovranista”, scrive, sottolineando come oggi quel progetto, almeno per lui, non esista più.
La fine del rapporto con Salvini
Pur evitando toni polemici, Sasso chiarisce che il suo percorso politico con Salvini si conclude ora. Al leader leghista riconosce gratitudine per le opportunità e le gratificazioni ricevute in questi anni, ma rivendica la scelta di non restare per mero calcolo politico, nonostante una candidatura che, a suo dire, sarebbe stata rafforzata dall’attività legislativa svolta, soprattutto in ambito scolastico.
Nel post, il deputato ricorda le battaglie che lo hanno visto in prima linea, a partire dalla denuncia dei rischi legati all’ideologia gender nelle scuole e dalla difesa delle famiglie e dei bambini. Posizioni che gli hanno attirato critiche e attacchi, ma che oggi, secondo Sasso, entrerebbero in contrasto con la nuova visione politica che la Lega si appresterebbe ad adottare. “Si preannuncia una svolta che non condivido – afferma – e poiché non sono compatibile, tolgo il disturbo”.
La scelta di seguire Vannacci
Rivendicando una coerenza personale che affonda le radici nella sua formazione giovanile, Sasso richiama le motivazioni ideali che lo portarono prima al Fronte della Gioventù e poi alla “sfida bella e impossibile” della Lega al Sud. Cita Ezra Pound e la necessità di correre rischi per le proprie idee, spiegando che oggi lascia un partito di governo “per inseguire un sogno”.
La nuova strada è già tracciata: Sasso annuncia di voler seguire il generale Roberto Vannacci “nella sua battaglia identitaria e sovranista”. Una scelta che, conclude, rappresenta la continuità con i principi che lo animavano a 17 anni, nel 2014 e ancora oggi. “Memento audere semper”, scrive, affidando al latino il senso di una decisione che segna una rottura netta ma consapevole nel suo percorso politico.









