“Il percorso è in itinere, avviato con impegno e decisione, e se tutto andrà in porto secondo quanto previsto, è probabile (ma qui incrociamo le dita) che nel prossimo anno, anche nei primi mesi, si verifichi la possibilità di anticipare l’uscita dal Piano di riequilibrio finanziario pluriennale, due anni prima della scadenza programmata nel 2019, l’Annus horribilis abbattutosi sul Comune di Manfredonia” – Domenico La Marca, sindaco di Manfredonia da giugno 2024, lo dice tutto d’un fiato, quasi ad accompagnare col cuore la confortante previsione che consentirebbe al Comune di lasciarsi alle spalle anni di afflizioni e condizionamenti amministrative e vedersi restituito alla dimensione ordinaria.
“Le premesse – conferma La Marca – ci sono. Si è lavorato e si lavora sodo e i risultati positivi sono consistenti, tra gli altri ricordo quelli riguardanti la tempestività nei pagamenti, l’attuazione del Piano delle alienazioni che porteranno nella casse comunali alcuni milioni di euro; la ricognizione dei debiti fuori bilancio dal Piano di riequilibrio finanziario pluriennale; il recupero di risorse per oltre quattro milioni di euro. Tireremo le somme nel preconsuntivo 2025 che si redigerà a gennaio 2026, meno di un paio di mesi: le risultanze saranno portate all’attenzione della Corte dei Conti e se ci sarà l’avallo dei giudici contabili, potremo programmare l’abbandono del nefasto Piano di riequilibrio. Insomma siamo sulla strada giusta per uscire dal tunnel che ha penalizzato la città su tutti i fronti”.
Il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale fu ordinato nel 2019 a causa di uno squilibrio finanziario accertato che minacciava di sfociare in dissesto economico che interviene quando l’ente è incapace di svolgere le sue funzioni essenziali e di far fronte ai debiti. Fu accertato che tra le cause che hanno portato il Comune sull’orlo del dissesto, figurano la cronica mancanza di liquidità; il costante ricorso all’anticipazione di tesoreria non rimborsata al termine di ciascun esercizio; carente riscossione delle entrate con particolare riferimento a quelle di parte corrente; permanenza in bilancio di poste di dubbia e/o difficile esazione strumentalmente inserite; debiti fuori bilancio e passività potenziali per i quali non veniva eseguito un monitoraggio costante. Con quali fatali conseguenze sull’economia della città è ormai cosa acclarata.
Tra le situazioni assurde emerse, ha destato impressione quella di un debito fuori bilancio relativo al mancato pagamento da parte del Comune di ben 148 fatture per fornitura di energia elettrica e gas, risalenti addirittura al 2012 per un importo di poco meno di 230mila euro.
La massa passiva da ripianare è risultata complessivamente pari a 31 milioni e 700 mila e passa euro frazionata in 2.385.423,42 euro per gli anni dal 2020 al 2022, per poi passare, dal 2023, a 2.009.403,44 euro.
“Le buone pratiche adottate – evidenzia il sindaco La Marca – hanno consentito a questa compagine amministrativa di realizzare nell’esercizio 2024, un avanzo di amministrazione pari a 2.649.671,30 euro, per la prima volta dopo gli esercizi negativi 2018 – 2023. Con un fondo cassa di 84milioni di euro”.
Un incoraggiante recupero che tranquillizza l’Ente sul piano finanziario, mentre su quello giuridico il Comune è ancora soggetto alle limitazioni imposte dal Piamo di riequilibrio il che vuol dire che sul bilancio 2026 dovrà pesare ancora la quota di disavanzo di 2 poco più di due milioni di euro.
“Siamo, come dicevo, sulla buona strada – conferma il sindaco – ma dobbiamo ancora completare il percorso di risanamento finanziario prima di riacquistare il diritto di agire responsabilmente sul piano amministrativo”.













