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Home - Donna morta in strada a Vieste, l’Asl di Foggia: “Procedure di soccorso rispettate, ma abbiamo grave carenza di medici”

Donna morta in strada a Vieste, l’Asl di Foggia: “Procedure di soccorso rispettate, ma abbiamo grave carenza di medici”

Il direttore generale Antonio Nigri annuncia un’indagine interna e respinge le accuse di “tragedia annunciata”: "Abbiamo tutte le registrazioni per ricostruire la vicenda"

Di Michele Iula
3 Settembre 2025
in Foggia, Gargano, Immediato TV, Sanità & Salute
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Una donna morta in strada tra le braccia della figlia, a Vieste, ha riacceso i riflettori sulla sanità del Gargano e sull’emergenza medici in Capitanata. Dopo l’ondata di polemiche, il direttore generale dell’Asl di Foggia, Antonio Nigri, si è presentato davanti ai giornalisti con un camice bianco sul braccio, come segno di vicinanza agli operatori sanitari impegnati ogni giorno nei servizi di soccorso.

Nigri: “Abbiamo solo 50 medici su un fabbisogno di 130”

“La dottoressa che avrebbe dovuto prendere servizio in turno ha avuto un malore e non ha potuto coprire la postazione – ha spiegato Nigri –. La realtà è che abbiamo una carenza grave: 50 medici su un fabbisogno di 130 per l’emergenza urgenza. Abbiamo attivato tutte le procedure possibili, dai contratti a tempo determinato agli incentivi economici, fino al richiamo dei pensionati. Siamo riusciti a garantire le turnazioni principali, ma non la copertura completa dell’organico”. Il direttore ha definito la vicenda “un dramma del dolore e della sofferenza”, ribadendo la vicinanza alla famiglia della vittima e annunciando l’avvio di un’indagine interna con l’analisi delle registrazioni disponibili per ricostruire con precisione quanto accaduto.

“La paziente monitorata, interrotta la procedura dai parenti”

Nigri ha ricostruito i momenti precedenti alla morte della donna: “La paziente è stata monitorata con elettrocardiografia repertata dal sistema cardiologico regionale, si attendeva l’esecuzione degli enzimi cardiaci prima del trasporto in elisoccorso, ma non è stato possibile completarli perché ad un certo punto i familiari hanno deciso di trasportare in autonomia la donna di 76 anni in un presidio sanitario vicino, interrompendo così la procedura di soccorso in esecuzione”. Il dg ha sottolineato che l’episodio non può essere liquidato come “tragedia annunciata”: “La carenza di medici riguarda non solo Vieste ma tutta Italia, in particolare anestesisti, ginecologi, pediatri e chirurghi. Parlare di collasso del sistema delegittima il lavoro del personale che, pur sotto organico, si sacrifica ogni giorno”.

Vieste, i servizi attivi e i progetti futuri

Nigri ha ricordato che nella città garganica restano attivi il Punto di primo intervento, la continuità assistenziale e il servizio turistico, garantiti per tutta l’estate. Sono in corso inoltre i lavori per la casa e l’ospedale di comunità, oltre alla creazione di un centro di aggregazione per otto medici di base. È stato anche assegnato l’appalto per la nuova elisuperficie. “Non c’è alcun abbandono né riduzione dei servizi a Vieste – ha aggiunto –. Il linguaggio che usiamo è fondamentale: riconosciamo le criticità, ma dobbiamo anche rispettare chi lavora in condizioni difficili”.

Colelli: “Protocollo seguito passo per passo”

Il direttore della centrale operativa 118, Stefano Colelli, ha confermato che l’intervento si è svolto “secondo protocollo”. “Prima di attivare l’elisoccorso – ha spiegato – serve una diagnosi precisa e la stabilizzazione del paziente. I medici hanno seguito le procedure indicate dal protocollo Ems, che prevede tempi e passaggi inderogabili. Agire diversamente avrebbe significato compromettere la valutazione delle condizioni della paziente”. La vicenda resta al centro delle indagini interne e delle riflessioni istituzionali, con il nodo della cronica carenza di personale che continua a pesare sulla sanità foggiana.

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Tags: 118Antonio NigriAsl Foggiaelisoccorsoemergenza medicigarganoSanitàStefano ColellitragediaVieste
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