Tra le novità più rilevanti del nuovo anno scolastico 2025/2026 c’è il divieto assoluto di usare il cellulare in classe. La misura, voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, estende il provvedimento già in vigore per le scuole primarie e secondarie di primo grado a tutto il ciclo scolastico. Dall’infanzia fino alle superiori, durante le lezioni e perfino nei momenti di ricreazione, non sarà più consentito accendere o utilizzare lo smartphone.
Le eccezioni e il ruolo dei docenti
Il divieto non è però totale: i cellulari potranno essere usati soltanto in casi specifici, come quelli previsti dal Piano Educativo Individualizzato o dal Piano Didattico Personalizzato, oppure quando il docente autorizzerà l’impiego per finalità didattiche. Ogni istituto sarà chiamato a integrare nel proprio regolamento interno le modalità di applicazione del divieto, le eventuali deroghe e soprattutto le sanzioni per chi non rispetterà la disposizione.
Dove custodire i telefoni
Il tema più delicato riguarda la custodia dei cellulari. Gli studenti delle superiori dovranno depositare i dispositivi in contenitori predisposti all’ingresso delle aule, secondo quanto stabilito dalla circolare ministeriale. Ogni contenitore avrà scomparti numerati, associati al registro di classe. Il costo di questi organizer si aggira intorno ai 15 euro per ciascuna unità. Alcuni istituti stanno valutando alternative più sicure, come armadietti con chiave o lucchetto, che però hanno un prezzo molto più elevato, tra i 70 e i 90 euro. Le scelte saranno affidate ai collegi dei docenti, mentre la spesa dovrà essere deliberata dai consigli di istituto.
Valditara: “Le scuole sapranno gestire”
Alla domanda se il Ministero avesse predisposto delle linee guida per accompagnare la novità, Valditara ha risposto, alla vigilia del Meeting di Rimini: “Le scuole sono bravissime a gestire questa cosa”. Un approccio che lascia ampio margine di autonomia agli istituti nella fase di attuazione.
Il calendario scolastico
Le prime campanelle suoneranno l’8 settembre in Alto Adige, seguite il 10 da Trento, Piemonte, Veneto e Valle d’Aosta, e l’11 in Friuli Venezia Giulia. La Lombardia partirà il 12 settembre, mentre la maggior parte delle regioni ha fissato la data del rientro a lunedì 15 settembre: tra queste Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria. Ultime a riaprire le scuole saranno Puglia e Calabria, il 16 settembre.
Come sottolinea La Gazzetta del Mezzogiorno, la disposizione rappresenta una delle novità più “sostanziose e clamorose” dell’anno scolastico: un cambio di passo radicale che punta a favorire la concentrazione e la socializzazione degli studenti, riportando l’attenzione sulla vita in classe senza l’interferenza degli smartphone.













