Si chiama “Arte Incisa”, la mostra a cura dello scultore e incisore foggiano Michele Celeste negli spazi espositivi di Ascoli Satriano in una doppia sezione e in due luoghi, la sezione diocesana e quella archeologica del Polo Museale di Ascoli Satriano, nella sala antistante le Policromie del Sublime dei celebri Grifoni, dove l’artista ha potuto esporre le sue sculture in terracotta.
Alla presenza di Monsignor Fabio Ciollaro e con la partecipazione del Comune di Ascoli Satriano, della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, del Polo Museale di Ascoli Satriano e dell’associazione culturale Sipario, si è dato vita al percorso espositivo
La mostra, che rimarrà aperta al pubblico fino al 24 agosto, propone un affascinante dialogo tra le Medaglie pontificie e le sculture dell’artista foggiano e le collezioni museali permanenti nel Polo Museale. Un’esposizione unica che unisce arte sacra contemporanea e memoria storica, tra incisione, materia e simbolo.
Lo scultore foggiano, che ha frequentato il Corso di Alta Formazione per scultori, incisori ed esperti di medaglistica e numismatica della SAM, la scuola-laboratorio della Zecca dello Stato, un percorso a numero chiuso, triennale e gratuito che dal 1907 forma professionisti di alto livello, per tre anni consecutivi è stato scelto dalla Santa Sede per realizzare le medaglie pontificie, i doni che il Pontefice elargisce quando riceve visite di Stato.
Due medaglie coniate e una sospesa dopo la morte di Papa Francesco.
I bozzetti e il prototipo della bellissima medaglia giubilare realizzata da Celeste è esposta ad Ascoli.
Sul dritto al centro c’è lo stemma del Santo Padre, contornato dalla scritta Franciscus Pontifex Maximus anno XI.
Sul bordo la scritta e civitate vaticana ed il numero della medaglia.
Sul verso invece al centro c’è il monogramma di Cristo “Chrismon” costruito da rami di ulivo, tra le lettere alfa e omega. Un nastro intrecciato nel “Rho” e nel “Chi” (X) che si congiunge con una colomba che tiene un ramo di ulivo, elemento del messaggio di pace. L’immagine raffigura la Pace e la Fede che Dio è in grado di donare a tutti i popoli.
Ogni esemplare è accompagnato da un certificato di garanzia, numerato, con timbro a secco della Segreteria di Stato e dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Italiano.
I pezzi sono coniati in quantitativo trittici n. 30, oro n. 30, argento n. 1.500, bronzo n. 3.000.
“Ho potuto partecipare al concorso per la medaglia perché ero all’epoca un corsista del Poligrafico, per tre anni ho frequentato il corso della Arte della Medaglia a Roma, una scuola d’arte della Zecca, a cui si accede per concorso. Il Poligrafico concede tre borse di studio e io vi sono rientrato e come borsista ci davano la possiblità della creazione di medaglie”, racconta l’artista.
Per l’undicesimo anno di pontificato di Bergoglio il sigillo di Cristo doveva essere collegato al tema della pace con “Costruiamo insieme sentieri di pace”.
Le medaglie in oro puro, pesano 60 grammi e nel caso di Papa Francesco, tutte le sue medaglie sono state raccolte in un sacchetto, inserito all’interno del sarcofago.
Per il 2025 per i 1700 anni dal primo Concilio ecumenico della storia, a Nicea, Celeste ha presentato il bozzetto della medaglia, e per il terzo anno consecutivo il suo disegno era stato scelto da sua santità. La medaglia però che doveva essere presentata nella festività di San Pietro e Paolo dopo la morte del Papa è stata sospesa, annullata.
Ma il disegno è esposto ad Ascoli. Non solo medaglie pontificie però. In mostra i visitatori potranno trovare la Madonna nella nicchia in terracotta gres, che dopo il monumento alle vittime del COVID, riprende le geometrie dei Grifoni, non come mera imitazione dell’arte antica, ma come attualizzazione.
C’è poi il bassorilievo della Madonna della Misericordia, installata sul tavolo in negativo, perché la storia del ritrovamento dell’icona narra che per evitare i furti era stata trasformata in un tavolo e girata. È un calco in negativo, col volume in basso, in connessione con l’icona a misure reali con 1,60 metro per 80 centimetri.
Da non perdere tutte le stupende terracotte colorate naturali esposte negli spazi antistanti ai Grifoni, raffiguranti scene classiche, dalle Nereidi ad Eracle.
Celeste vanta un percorso straordinario, al termine del corso triennale della Scuola dell’Arte della Medaglia della Zecca Italiana, gli è stata conferita una borsa di studio, nell’anno accademico 2022-2023. Per quest’anno la borsa di studio è della fondazione il Bisonte di Firenze, corso di specializzazione in incisione.
“Nel futuro ci sono dei rapporti e delle relazioni con la segreteria di Stato che emette il concorso delle medaglie -spiega -. C’è un rapporto continuativo con la Santa Sede. Nel mio immediato futuro c’è ora una nuova sfida alla Fondazione del Bisonte a Firenze, specializzata nello studio della Grafica d’Arte. Per Ascoli un ringraziamento speciale va a Sua Eccellenza il Vescovo della Diocesi di Cerignola – Ascoli Satriano Fabio Ciollaro per aver permesso ed inaugurato la mostra nella sezione diocesana del Polo Museale di Ascoli Satriano.
Il Comune Di Ascoli Satriano nella persona del Sindaco Vincenzo Sarcone e del consigliere Massimo Capuano per aver autorizzato l’esposizione delle sculture mitologiche nella sala antistante le “Policromie del Sublime” della parte archeologica del museo. Tutta la cooperativa Sipario Francesco Gesualdi, Francesco Saverio Simone, Michele Grande, Nadia Simone, Giovanna Bochicchio e Tina Mazzei per l’aiuto organizzativo ricevuto e per l’accoglienza dei visitatori che svolgono tutti i giorni con grande passione e professionalità.
Ringrazio la docente Francesca Di Gioia per l’ideazione del titolo, per i consigli e per la diffusione a mezzo stampa delle opere della mostra e del mio percorso artistico”.





















