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Home - Dall’agguato a “Capantica” alla droga nel water: nuovi guai per un affiliato ai Sinesi, nel clan da quando era minorenne

Dall’agguato a “Capantica” alla droga nel water: nuovi guai per un affiliato ai Sinesi, nel clan da quando era minorenne

In casa con oltre sei chili e mezzo di hashish e 71mila euro in contanti, è finito di nuovo in manette Daniele Barbaro

Di Redazione
31 Luglio 2025
in Cronaca, Foggia
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Ai domiciliari per una doppia condanna per detenzione di armi, è stato sorpreso con oltre sei chili e mezzo di hashish e 71mila euro in contanti. È finito di nuovo in manette Daniele Barbaro, 34 anni compiuti a marzo, noto alla cronaca giudiziaria per essere stato il primo “baby affiliato” alla “Società Foggiana”. L’arresto è avvenuto la mattina del 24 luglio, nell’appartamento del rione Candelaro dove stava scontando la pena. A eseguire l’intervento sono stati gli agenti della squadra mobile, sezione criminalità organizzata, che hanno trovato la droga nella tazza del water: otto panetti bagnati, per un peso complessivo di 6 chili e 785 grammi.

In casa anche una somma ingente in contanti, 71mila euro, ritenuti dagli investigatori provento dell’attività di spaccio. Interrogato dal gip Francesca Mannini, Barbaro si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere.

Una vita da detenuto: solo due giorni da uomo libero in 17 anni

Il giovane è affiliato alla “Società” da quando aveva appena 16 anni. In carcere dal 2008, ha trascorso gli ultimi 17 anni tra celle e domiciliari, restando libero soltanto per due giorni. Tra il 2005 e il 2009, quando era ancora minorenne, è stato arrestato sette volte per rapina, furto, evasione, ricettazione, detenzione illegale di armi, tentato omicidio e mafia. Il 4 settembre 2008, fu trovato con una pistola accanto al letto: per quell’episodio ricevette una condanna a 3 anni e 4 mesi.

L’agguato fallito a Capantica e la guerra tra clan

Il nome di Barbaro compare anche nel processo “Big Bang”, che seguì al tentato omicidio di Vincenzo Antonio Pellegrino alias “Capantica”, storico esponente del clan Moretti-Pellegrino-Lanza, scampato miracolosamente a un agguato nel maggio 2007. Secondo l’accusa, Barbaro – all’epoca minorenne – avrebbe accompagnato in scooter il killer. L’arma si inceppò e l’attentatore fuggì dopo una colluttazione.

Quel fallito omicidio scatenò la quinta delle sette guerre di mafia della “Società Foggiana”, che vide contrapposti il clan Moretti e il gruppo Sinesi-Francavilla cui Barbaro era ritenuto vicino. In pochi mesi ci furono un omicidio, tre agguati falliti e un blitz – “Cronos” – che nell’autunno del 2007 mise momentaneamente fine al conflitto. Nel processo, Barbaro fu inizialmente condannato a 13 anni per mafia e tentato omicidio. Dopo l’assoluzione dei due coimputati maggiorenni, anche la sua condanna per il tentato omicidio venne revocata. Resta però definitiva la condanna per mafia.

L’omicidio dello zio e le intercettazioni in carcere

Mentre era detenuto a Soluzzo (Cuneo), Barbaro fu intercettato nel maggio 2022 mentre parlava con amici e familiari della volontà di vendicare la morte dello zio Alessandro Scrocco, ucciso il 17 maggio dello stesso anno davanti al carcere, dove stava scontando in semilibertà una condanna per omicidio.

“Chi l’ha fatto sapeva che dovevo uscire”, diceva Barbaro. “Io a mio zio lo devo vendicare a tutti i costi, anche a costo di morire io dopo di lui. Devono morire pure loro”. La squadra mobile sequestrò poche settimane dopo una mitraglietta che Barbaro avrebbe ordinato di spostare. Scarcerato per fine pena il 28 marzo 2023, fu arrestato due giorni dopo per concorso nel possesso dell’arma insieme alla fidanzata e alla compagna dello zio ucciso. Durante la perquisizione in casa, a Trinitapoli, fu trovata anche una pistola Walther PPK: nuovo arresto in flagranza.

Condannato definitivamente a due anni e mezzo per la mitraglietta e altri due per la pistola, stava scontando da circa un anno la pena ai domiciliari.

Prima accusa per droga nella sua lunga carriera criminale

L’accusa di spaccio rappresenta una novità assoluta nel curriculum giudiziario di Daniele Barbaro. La presenza in casa di quasi sette chili di hashish e decine di migliaia di euro in contanti apre ora un nuovo capitolo giudiziario. Nonostante la giovane età, ha già trascorso più della metà della vita sotto il controllo dello Stato. Il nuovo arresto, questa volta per droga, segna l’ennesima tappa di una traiettoria criminale che sembra non essersi mai interrotta.

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Tags: barbaroCapanticaFoggiaSinesi
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