Cresce la preoccupazione per la proposta di acquisizione del gruppo Iveco da parte della multinazionale indiana Tata Motors, soprattutto per le possibili ricadute sugli stabilimenti italiani, incluso quello strategico di Foggia. A intervenire è la Fismic, con i vertici sindacali che, pur dichiarandosi non contrari alla cessione in linea di principio, chiedono certezze per i lavoratori e per la tenuta dell’intera filiera industriale.
Capocasale: “Vigileremo ogni giorno, i lavoratori non devono pagare il prezzo della transizione”
“La proposta di acquisizione è un fattore di seria preoccupazione, specialmente per chi lavora nei reparti di ricerca, sviluppo e produzione“, ha dichiarato Pasquale Capocasale, segretario Fismic di Foggia e dirigente nazionale dell’organizzazione. Presente all’incontro svoltosi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Capocasale ha ribadito che, pur apprezzando l’impegno formale a non chiudere impianti e a non ridurre il personale, l’accordo attuale garantisce tali condizioni solo per un biennio.
“Ci domandiamo cosa accadrà dopo i due anni previsti. Non resteremo a guardare: sarà nostra cura vigilare ogni giornoper garantire la stabilità occupazionale. La vera forza produttiva è rappresentata da donne e uomini che ogni giorno tengono in piedi lo sviluppo industriale del Paese” ha aggiunto.
Capocasale ha poi puntato il dito contro Exor, la holding della famiglia Agnelli, attuale proprietaria di Iveco: “Dispiace vedere l’ennesima cessione di un’eccellenza italiana a un gruppo straniero, specie quando il gruppo uscente avrebbe potuto proseguire negli investimenti con le proprie forze”.
Rinaudo: “Il Governo garantisca condizioni chiare e vincolanti”
A fare eco alle preoccupazioni è Sara Rinaudo, vicesegretario generale di Fismic Confsal, che ha sottolineato la necessità di affrontare l’operazione con spirito costruttivo ma con altrettanta fermezza: “Guardiamo con responsabilità all’operazione Tata Motors, ma serve concretezza, non solo apertura al dialogo”.
Rinaudo ha chiesto che qualsiasi transizione societaria avvenga nel pieno rispetto della continuità industriale, della tutela dei posti di lavoro e della valorizzazione del know-how italiano: “Il Governo deve assumersi il ruolo di garante, definendo vincoli chiari a tutela degli stabilimenti e della filiera nazionale. Non possiamo rischiare, tra qualche anno, di trovarci di nuovo attorno a un tavolo per discutere di ridimensionamenti causati da strategie industriali che penalizzino l’Italia a vantaggio dell’India”.
Il nodo Foggia e il peso della trattativa
Al centro delle preoccupazioni c’è anche il futuro dello stabilimento di Foggia, importante presidio per la componentistica e il motore industriale. In ballo non c’è solo la continuità produttiva, ma anche la tenuta di centinaia di posti di lavoro in un’area già colpita da fragilità occupazionali.
La Fismic si dice pronta a proseguire il confronto in ogni sede istituzionale, ma ribadisce che il tempo per assicurare garanzie solide e durature è adesso. L’attenzione resta altissima.










