In queste ore la comunità della provincia di Foggia sta facendo i conti con una tragedia che ha lasciato tutti senza parole: una persona non c’è più (l’ex sindaco di San Giovanni Rotondo coinvolto in un incidente con l’ambulanza, ndr) e alcuni operatori sanitari sono in ospedale dopo un incidente che forse poteva avere un finale diverso.
“E cosa accade? Proprio oggi, mentre le famiglie piangono e noi ci chiediamo perché, la Asl Foggia e il responsabile della Centrale 118 pubblicano un comunicato in fretta e furia. Un comunicato che sembra più un tentativo di giustificarsi che un gesto di trasparenza”, il commento del consigliere regionale Napoleone Cera che dopo i momenti di cordoglio e dolore per la prematura dipartita dell’ex sindaco di San Giovanni Rotondo ha posto alcuni legittimi interrogativi proprio sulla gestione delle chiamate al 118 in alcune aree del Gargano e Manfredonia.
“Ci parlano di protocolli, di Rete SIAT, di come vengono scelte le destinazioni ospedaliere – sottolinea Cera citando la nota in arrivo da viale Protano -. Ma sapete cosa ci stanno dicendo tra le righe? Che quello che noi cittadini viviamo sulla nostra pelle ogni giorno è vero. La sanità nel nostro territorio non funziona come dovrebbe”.
E lo scrivono loro stessi: “Manfredonia è solo un presidio di Pronto Soccorso per traumi, capace di stabilizzare e poi trasferire – fa notare il consigliere -. Non c’è rianimazione, l’ortopedia funziona a giorni alterni, la radiologia è ridotta a un apparecchio portatile e una Tac che fa solo esami al cranio. E questo dovrebbe bastare per un territorio che d’estate triplica la popolazione?”.
E quindi la netta presa di posizione: “Basta giri di parole. Basta dire che va tutto bene. I cittadini non vogliono più comunicati fatti per giustificare le mancanze: vogliono reparti funzionanti, medici in servizio, strumenti adeguati. Chi ha smantellato la sanità negli ultimi vent’anni se ne assuma tutte le responsabilità”.










