Ogni anno il Gargano perde centinaia di ettari di vegetazione a causa degli incendi, quasi tutti dolosi. Danni incalcolabili al patrimonio naturalistico e ambientale, ma indirettamente anche alla morfologia del territorio. Il dissesto idrogeologico aumenta, e con esso i rischi di inondazioni e alluvioni. All’indomani dei devastanti incendi di Manfredonia e San Giovanni, i geologi della Puglia lanciano l’ennesimo grido d’allarme.
“Purtroppo – spiega la geologa garganica, Giovanna Amedei – se ne parla sempre dopo, mai prima quando è necessario fare prevenzione. Oggi, come ieri e l’altro ieri ci troviamo a fare i conti con altri disastri ambientali. Il danno non è solo di immagine, ma è soprattutto legato alla perdita di biodiversità e ad un terreno che cambia continuamente composizione. Pensate che ricostruire 2,5 centimetri di suolo ci vogliono 5 milioni di anni. Significa che per colpa di delinquenti spazziamo via un patrimonio. Questa gente che ha appiccato il fuoco deve sapere che quel suolo non sarà più in grado di trattenere acqua, muore completamente la parte organica, e la cosa peggiore è che non c’è più l’apparato radicale in grado di trattenere le particelle di suolo. Aumenta il dissesto idrogeologico e alle prime piogge torrenziali succedono le tragedie”.
Cosa fare? Bisogna conoscere il territorio, ai posti di comando gente competente, tecnici preparati, conoscitori del nostro Gargano. Ultimamente siamo difronte ad un territorio spesso abbandonato, con erba secca e sottobosco degadato. Basta soluzioni tampone, basta lamentarsi quando è troppo tardi”.









