Le fiamme che hanno divorato l’Oasi Lago Salso, uno dei cuori pulsanti del patrimonio naturalistico del Gargano, continuano a suscitare reazioni forti. Tra queste, quella della senatrice di Fratelli d’Italia Anna Maria Fallucchi, che punta il dito contro la Regione Puglia e accusa la giunta Emiliano di “gravissima negligenza e mala gestione del territorio”.
“Solo ieri ho presentato un’interrogazione parlamentare sugli incendi devastanti del 7 e 8 luglio nella provincia di Foggia, e oggi siamo costretti a contare i danni di un’altra tragedia annunciata: l’Oasi Lago Salso in fumo”, ha dichiarato Fallucchi in una nota.
Secondo la senatrice, la distruzione della riserva naturale – recentemente riconosciuta come parte del Parco Nazionale del Gargano – rappresenta “un colpo durissimo alla biodiversità, all’ambiente e alla dignità della nostra terra”.
Sotto accusa la gestione dell’emergenza
Fallucchi non risparmia critiche alla macchina regionale della prevenzione e del soccorso: “È inaccettabile che ancora una volta si registrino ritardi e inefficienze. La Regione deve spiegare se i mezzi impiegati erano adeguati, perché l’intervento è partito in ritardo e quali misure preventive fossero state adottate, considerando che quell’area è classificata da anni come ad altissimo rischio incendi durante l’estate”.
La senatrice chiede “un cambio di passo immediato” e denuncia l’assenza di un piano strutturale per la tutela delle aree protette, invocando più vigilanza, investimenti e repressione dei reati ambientali.
Preoccupazione anche per i lavoratori ARIF
Nel suo intervento, Fallucchi solleva anche il problema occupazionale legato all’ARIF (Agenzia Regionale Irrigua e Forestale): “Oltre 360 lavoratori assunti inizialmente tramite agenzie interinali nel 2013 sono ancora a tempo determinato, impiegati per sole 151 giornate all’anno. A marzo 2026 le graduatorie scadranno e nessuno sa che fine faranno. Una precarietà che mina la capacità stessa della Regione di difendere il territorio”.
“Dopo anni di promesse del presidente Emiliano – conclude – è inaccettabile che queste professionalità rischino di essere disperse proprio mentre i nostri beni ambientali più preziosi vengono lasciati andare in fumo”.












