“Potrei non candidarmi…“. Una frase pronunciata guardando negli occhi due tra i suoi più stretti collaboratori, e che ora agita il già complesso quadro del centrosinistra pugliese. Michele Emiliano, governatore uscente della Regione, carico per una nuova sfida ma stanco di doversi giustificare all’interno del suo stesso campo, sta realmente valutando l’ipotesi di non scendere in campo per un seggio in Parlamento.
A riferirlo è La Gazzetta del Mezzogiorno, che ricostruisce le manovre in atto ai vertici del Pd: Emiliano, protagonista da anni di una battaglia solitaria contro i vertici del suo partito e oggi al centro di tensioni con Antonio Decaro, starebbe considerando un incarico nazionale, romano, che potrebbe segnare la fine della sua lunga esperienza alla guida della Puglia. In quel caso, a gestire il passaggio di consegne sarebbe il suo vice, Raffaele Piemontese.
Il nodo pugliese e la strategia del Nazareno
Lo scontro con Decaro – che rifiuta l’idea di trovarsi Emiliano e Vendola in lista come candidati consiglieri – ha raffreddato gli entusiasmi del governatore. L’incertezza sul futuro della coalizione in Puglia si inserisce nel più ampio mosaico che il Nazareno sta componendo in vista delle prossime elezioni regionali.
È in questo contesto che si inserisce il vertice di Roma tra la segretaria del Pd Elly Schlein e il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Un confronto definito ufficialmente “positivo e proficuo”, ma che in realtà potrebbe aver segnato un punto di svolta per l’intera strategia del centrosinistra. Nella nota diffusa al termine dell’incontro si parla di “concentrazione sui contenuti programmatici” e “nessun veto sul candidato presidente”, una formula che, secondo fonti dem, rappresenta il via libera alla candidatura di Roberto Fico.
Fico in Campania, Decaro in Puglia?
La mossa Campania potrebbe avere effetti domino su tutte le altre regioni al voto, Puglia compresa. Se in Campania Giuseppe Conte e Elly Schlein trovano una sintesi su Fico, il segnale per Decaro – uomo forte del Pd e volto del nuovo corso a Bruxelles – è chiaro: anche in Puglia si cercherà un nome capace di “fare sintesi”, come impone la nuova linea.
Nel frattempo, De Luca avrebbe chiesto lumi su Fulvio Bonavitacola, suo fedelissimo, e sul possibile ruolo del figlio Piero De Luca nella segreteria nazionale del Pd. Temi delicati, che la segretaria avrebbe affrontato con cautela, ma che indicano come la trattativa sia tutt’altro che chiusa.
Le prossime mosse
Entro fine luglio, Emiliano dovrebbe sciogliere la riserva. Se dovesse accettare un incarico nazionale, il campo largo pugliese dovrà rapidamente individuare una nuova figura di riferimento. Piemontese, attuale vicepresidente, è in rampa di lancio, ma restano in piedi anche le ipotesi Boccia, Capone e Matarrelli.
In ogni caso, come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, il tempo stringe. E Roma guarda con attenzione al Sud, ben consapevole che le prossime regionali saranno decisive per la tenuta della coalizione progressista.












