Chi sarà lo sfidante del centrosinistra per la corsa alla presidenza della Regione Puglia? La domanda agita il centrodestra, impegnato a costruire un’alternativa competitiva all’europarlamentare Antonio Decaro, il nome forte dei progressisti per le prossime elezioni. Secondo quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, il vicepremier Antonio Tajani, da Manduria, ha lanciato ufficialmente la candidatura del deputato azzurro Mauro D’Attis, definendolo “una personalità dell’antimafia”, elemento distintivo in un momento in cui la coalizione punta a marcare una distanza netta rispetto agli scandali giudiziari che hanno colpito il Comune di Bari.
La figura del parlamentare forzista, attuale coordinatore regionale di Forza Italia, rappresenta il frutto di un lungo lavoro di riorganizzazione: in pochi mesi D’Attis ha rafforzato il radicamento territoriale del partito, attirando nuovi esponenti dai 5 Stelle e consolidando la presenza nel Consiglio regionale. Il suo nome, però, dovrà trovare una sintesi con le altre anime della coalizione.
Fratelli d’Italia, rappresentata al tavolo regionale dal sottosegretario Marcello Gemmato, guarda con interesse a una candidatura dell’europarlamentare Francesco Ventola, ex sindaco di Canosa e già capogruppo regionale, forte di una conoscenza profonda della macchina amministrativa pugliese. Accanto a lui, si fa strada anche l’ipotesi del senatore Filippo Melchiorre, volto storico della destra barese, oggi componente della Commissione Antimafia e vicepresidente della Commissione Finanze. Il suo profilo, radicato nella città di Bari, sarebbe pensato per sfidare Decaro proprio sul terreno della “baresità”.
Ma il centrodestra non esclude nemmeno l’opzione civica. Tra le personalità esterne ai partiti, torna il nome dell’avvocato Antonio La Scala, già avvicinato in passato dal centrodestra e noto per il suo impegno sui temi della legalità. Difensore di uno dei due poliziotti coinvolti nelle indagini sull’uccisione del brigadiere capo Carlo Legrottaglie, La Scala potrebbe incarnare quel profilo di rigore e impegno civico capace di attrarre anche l’elettorato moderato.
Qualsiasi scelta, tuttavia, sarà subordinata alle decisioni del tavolo nazionale e dovrà tenere conto anche della complessa partita veneta. È lì, infatti, che si gioca il vero banco di prova tra le forze della coalizione: la successione a Luca Zaia è contesa tra la Lega, che spinge per Alberto Stefani, e Fratelli d’Italia, che propone Luca De Carlo o l’europarlamentare Elena Donazzan. Una volta sciolto il nodo del Veneto, è probabile che il quadro pugliese si sblocchi.
Nel frattempo, il clima tra i leader nazionali non è dei più sereni. Le tensioni su cittadinanza, premierato e terzo mandato hanno inasprito i rapporti. Secondo quanto riferisce ancora La Gazzetta del Mezzogiorno, la premier Giorgia Meloni, che frequenta abitualmente la Puglia per le vacanze, sarebbe poco incline a tollerare schermaglie sterili e auspica un’accelerazione sui dossier concreti.
Una volta definito il perimetro nazionale, la sfida pugliese entrerà nel vivo. E contro un candidato con il vento in poppa come Decaro, partire in anticipo con una campagna elettorale strutturata potrebbe fare la differenza per motivare attivisti e elettori.












