Nel dibattito accesosi attorno al trasferimento di alcuni corsi TFA da Foggia a Troia, si delineano con forza posizioni che rivendicano una visione più ampia, cooperativa e moderna dello sviluppo territoriale. A sostegno della decisione dell’Università di Foggia, arrivano voci autorevoli che smontano le accuse di sottrazione e rilanciano il tema della coesione tra città e aree interne.
Nobiletti: “Chi parla di penalizzazione offende l’intelligenza delle persone”
Parole nette arrivano dal presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti, che ha criticato duramente le polemiche sollevate, in particolare, dalla segreteria provinciale del Partito Democratico: “Il comunicato diffuso dimostra, più che una reale preoccupazione per gli studenti, un’imbarazzante miopia politica e, mi permetto di dirlo, un retrogusto di ripicca personale che non fa onore a chi ha avuto ruoli istituzionali”.
Nobiletti ha voluto precisare che si tratta del trasferimento temporaneo e parziale di corsi che coinvolgono meno dell’1% degli iscritti all’Ateneo foggiano. “Dire che questa scelta penalizzi Foggia è offensivo prima di tutto per l’intelligenza delle persone”. E ha elogiato l’impegno del sindaco di Troia, Francesco Caserta, per l’organizzazione dell’accoglienza: “Ha messo a disposizione strutture e servizi con serietà e competenza per garantire agli studenti un ambiente di qualità”.
Secondo il presidente della Provincia, è giunto il momento di superare gli slogan sulla valorizzazione dei piccoli borghi e passare ai fatti: “Quando un’iniziativa concreta e virtuosa prova ad agire in quella direzione, ecco che arriva puntuale il fuoco amico”. Per Nobiletti, questa non è un’alternativa al capoluogo, ma una scelta complementare, che rafforza l’intero territorio.
Mignogna: “Non c’è competizione tra città e aree interne”
Sulla stessa linea si colloca Gianfilippo Mignogna, ex sindaco di Biccari e profondo conoscitore delle dinamiche delle aree interne. “Le dichiarazioni di certi politici foggiani sono frutto di una visione esclusiva e limitata della città e della loro funzione”. Mignogna rifiuta il conflitto territoriale e rilancia il concetto di interdipendenza funzionale: “Lo sviluppo dei paesi non compromette quello delle città”.
Citando anche il saggio Metromontagna, sottolinea come le aree che crescono di più siano quelle in cui si costruiscono reti e scambi reciproci tra centro e periferia. “La città non è solo di chi ci abita o ci dorme, ma anche di chi la raggiunge per lavoro, studio, cura. Non si può essere un capoluogo senza un luogo di riferimento, anche se è lontano, in salita o con le curve”.
La Salandra: “Troia scelta strategica, l’Università è motore della provincia”
A intervenire nel confronto anche il parlamentare di Fratelli d’Italia, Giandonato La Salandra, che ha lodato la decisione dell’Università foggiana: “Una scelta coraggiosa e responsabile che dimostra come l’Unifg sappia concretamente svolgere il suo ruolo di motore della provincia”.
La Salandra ha definito Troia uno dei comuni più importanti del territorio, anche per posizionamento geografico e rilevanza storica, respingendo al mittente ogni accusa di penalizzazione verso il capoluogo.
Una visione nuova per la Capitanata
La convergenza tra amministratori locali, esperti e rappresentanti istituzionali mostra una direzione chiara: abbandonare i campanilismi e immaginare una provincia policentrica, dove città e paesi si sostengono a vicenda. Il trasferimento dei corsi TFA, lungi dall’essere un danno, viene dunque letto come un atto concreto di coesione territoriale, un esempio virtuoso di come si possa fare sistema anche nei territori più fragili.













