“Alla fine non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici”. La frase, celebre pensiero di Martin Luther King, accompagna l’immagine pubblicata su Instagram da Karel Zeman, figlio di Zdenek, che lo ritrae abbracciato e sorridente accanto al padre. Un post che lascia spazio a molte interpretazioni, tra gratitudine e amarezza, dopo mesi particolarmente difficili per la famiglia Zeman.
L’ex tecnico boemo, simbolo indelebile del calcio a Foggia e in Italia, lo scorso febbraio era stato colpito da un’ischemia e ricoverato in ospedale in gravi condizioni. Dopo il passaggio in terapia intensiva, era seguito un lungo percorso di riabilitazione. Una fase delicata, affrontata in modo riservato, ma che – stando al post di Karel – sarebbe stata vissuta anche con una certa solitudine affettiva.
Un post dal significato non casuale
Il tono del messaggio è quello del sollievo per aver superato il peggio, ma anche della delusione verso chi, a detta di Karel, non ha fatto sentire la propria vicinanza in un momento tanto fragile. Nessun nome, nessuna accusa esplicita, ma il riferimento a “amici silenziosi” suona come un richiamo pungente a chi avrebbe potuto esserci, e non lo ha fatto.
Un colpo di fioretto, tra il sibillino e il polemico, che sembra voler sottolineare quanto la famiglia si sia stretta intorno a Zdenek, ma anche quanto alcuni rapporti si siano rivelati più deboli del previsto. Non è chiaro se il messaggio sia rivolto ad ex colleghi, ambienti calcistici, o amicizie personali, ma l’effetto è stato immediato: decine di commenti di solidarietà hanno accompagnato il post.
Zeman, una figura che ha lasciato il segno
Zdenek Zeman, oggi 77enne, resta uno degli allenatori più amati e divisivi del calcio italiano. La sua storia è profondamente legata a Foggia, dove ha scritto pagine memorabili, ma anche a Roma, Napoli, Pescara e Lazio, club in cui ha portato la sua idea di calcio offensivo e incorruttibile. L’ischemia che lo ha colpito ha scosso non solo i suoi familiari, ma anche migliaia di tifosi e appassionati.
Il post di Karel, più che un attacco diretto, è un invito a riflettere: su quanto spesso, nelle difficoltà, a fare male non sia l’ostilità dei nemici, ma l’assenza di chi si credeva vicino. E lo fa con una foto: due sorrisi, padre e figlio, uniti e forse più forti di prima.












