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Home - Sindaci sotto accusa nel Salento: chiuse le indagini su appalti truccati e favori elettorali

Sindaci sotto accusa nel Salento: chiuse le indagini su appalti truccati e favori elettorali

Tra i 26 indagati anche i primi cittadini di Maglie, Ruffano e Sanarica: la procura conferma le accuse di corruzione, turbativa d’asta e ristrutturazioni gratuite in cambio di voti

Di Redazione
24 Giugno 2025
in Cronaca, Grande Salento
Toma, Cavallo e Sales

Toma, Cavallo e Sales

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È giunta a conclusione l’inchiesta della Procura salentina su un presunto sistema di appalti pilotati, scambi di favori e sostegno elettorale che ha coinvolto sindaci, imprenditori e dirigenti comunali. Come riporta Repubblica Bari, l’indagine – sfociata lo scorso 13 marzo in una raffica di misure cautelari – è ora al capolinea: 26 le persone raggiunte dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari, preludio a una possibile richiesta di rinvio a giudizio.

Tra gli indagati principali figurano Antonio Rocco Cavallo, ex sindaco di Ruffano, finito in carcere e ora libero; Ernesto Toma, sindaco di Maglie, e Salvatore Sales, primo cittadino di Sanarica, entrambi finiti ai domiciliari, così come Marco Sticchi, vicesindaco di Maglie, Dario Andrea Strambaci, assessore di Sanarica, e altri esponenti politici e tecnici locali.

L’impianto dell’accusa: un sistema rodato di scambi e favori

Secondo l’accusa, sostenuta dalla Guardia di Finanza attraverso un’ampia attività di intercettazione e riscontri, tra il 2016 e il 2024 si sarebbe costituito un sodalizio capeggiato dagli imprenditori Marco e Graziano Castrignanò, titolari di aziende attive nel settore degli appalti pubblici. In cambio di favori personali, lavori gratuiti, piante per cerimonie e ristrutturazioni immobiliari, gli amministratori locali avrebbero garantito corsie preferenziali nei bandi, orientandone l’esito a beneficio delle imprese coinvolte.

Nel caso di Maglie, i fratelli Castrignanò avrebbero fornito gratuitamente piante e addobbi per il matrimonio del sindaco Toma e provveduto alla ristrutturazione di un immobile di sua proprietà, con fatture “scaricate” su una delle società coinvolte, la Cesa srl. Dopo l’arresto, Toma e Sticchi sono tornati in libertà e hanno ripreso le rispettive cariche.

A Sanarica, invece, il sindaco Sales e l’assessore Strambaci – secondo l’ipotesi accusatoria – avrebbero cucito su misura i bandi pubblici per favorire i Castrignanò in cambio di sostegno elettorale alle comunali del 2021. L’imprenditore Marco Castrignanò sarebbe stato visto accompagnare personalmente gli elettori al seggio e, dopo la vittoria, avrebbe offerto sei casse di prosecco e pagato un pranzo celebrativo con 130 invitati in un agriturismo a Otranto. Anche in questo caso, si parla di ristrutturazioni gratuite di immobili privati in favore degli amministratori.

Il caso Ruffano e il comitato elettorale rifatto gratis

Non meno delicata la posizione dell’ex sindaco di Ruffano, Antonio Rocco Cavallo, che – stando agli atti – avrebbe ricevuto lavori gratuiti per la sede del comitato elettorale della sua lista, eseguiti direttamente con manodopera e mezzi dei Castrignanò. In cambio, il primo cittadino si sarebbe reso “completamente disponibile” agli interessi del gruppo imprenditoriale.

I 20 giorni della difesa e un lungo elenco di nomi

Gli indagati avranno ora venti giorni di tempo per chiedere un interrogatorio o presentare memorie difensive, come previsto dalla legge. Nell’elenco figurano anche dirigenti comunali, tecnici, direttori dei lavori e legali rappresentanti di aziende, come la Cesa srl, la Effeci srl, la Dele Servizi srl, la Iride Servizi, la Cosbe srl, la Sessa srl, e la Toma Carburanti srl.

L’impianto accusatorio della Procura è rimasto intatto rispetto alla fase cautelare, senza alcuna modifica dei capi d’imputazione. Le accuse vanno da associazione a delinquere a turbativa d’asta, corruzione, falso e abuso d’ufficio, tutte ancora da dimostrare in sede processuale.

A difendere gli indagati, un lungo elenco di avvocati, tra cui Dimitry Conte, Francesco Sanzò, Andrea Stefanelli, Massimo Bellini, Luigi Corvaglia, Mario Coppola, Luciano Ancora e Roberto Eustachio Sisto, a testimonianza della complessità e dell’articolazione del fascicolo giudiziario.

La decisione ora spetta alla procura: se chiederà il rinvio a giudizio, sarà il giudice dell’udienza preliminare a decidere se e chi dovrà affrontare un processo. Nel frattempo, l’inchiesta continua a scuotere gli equilibri politici di una vasta fetta del Salento.

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Tags: salento
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