Un colpo di pistola al collo, esploso da distanza ravvicinata. Un debito di poche centinaia di euro che, secondo gli inquirenti, avrebbe scatenato la furia omicida. E un sospettato, Donato Romano, 43 anni, elettricista incensurato, attualmente detenuto nel carcere di Foggia. È lui, secondo la procura, l’autore dell’omicidio di Giovanni Mastropasqua, il 50enne foggiano fruttivendolo detto “Gigi”, freddato in pieno giorno lo scorso 19 giugno tra via Arpaia e via Zuretti. Sui social, Mastropasqua pubblicò anche un video contro i suoi presunti debitori: “Pregate sempre che io i soldi li tenga nella tasca, perché se un giorno non li avrò più, vi siete inguaiati. Ve ne dovete andare dalle vostre case”, diceva.
Le accuse: omicidio premeditato e possesso illegale di arma
La procura contesta a Romano l’omicidio volontario premeditato e il porto e la detenzione illegale di arma da fuoco. Accuse pesanti, da ergastolo, che escluderebbero – in caso di rinvio a giudizio – la possibilità di ricorrere a riti alternativi come l’abbreviato. Nella giornata di domani l’indagato comparirà davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. Il pm ha già chiesto la convalida del fermo e la conferma della detenzione in carcere.
La dinamica del delitto
Secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri e confermata dalla nota stampa del comando provinciale, Mastropasqua, fruttivendolo con un passato giudiziario legato allo spaccio di stupefacenti (arrestato più volte e coinvolto anche nei blitz Andromeda e White Bridge), aveva un appuntamento con Romano. È arrivato in via Zuretti intorno a mezzogiorno a bordo di una Smart rossa. Tra i due sarebbe nata una discussione. Mastropasqua sarebbe poi risalito sull’auto e, in quel momento, Romano avrebbe aperto lo sportello lato passeggero e fatto fuoco una sola volta, colpendo la vittima al collo. Il 50enne è morto all’istante, accasciato nel sedile. L’arma non è stata ancora ritrovata.
Determinanti le telecamere e i rilievi tecnici
La svolta investigativa è arrivata poche ore dopo, grazie alla visione dei filmati di videosorveglianza installati nella zona, che hanno permesso di identificare Romano e seguirne i movimenti. L’uomo è stato fermato il pomeriggio stesso, portato in caserma e poi in carcere.
In attesa dell’autopsia, che chiarirà in maniera definitiva traiettoria e distanza del colpo, gli inquirenti ritengono che il gesto sia stato premeditato, proprio per la presenza dell’arma e la volontà – secondo la procura – di punire il creditore invece che onorare il debito.








