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Home - “Chi fa il proprio dovere non deve essere messo sotto processo”: il SAP in piazza per i due poliziotti indagati

“Chi fa il proprio dovere non deve essere messo sotto processo”: il SAP in piazza per i due poliziotti indagati

Il 19 giugno a Grottaglie la manifestazione di solidarietà ai colleghi finiti sotto inchiesta dopo la cattura del presunto assassino del brigadiere Carlo Legrottaglie

Di Redazione
16 Giugno 2025
in Cronaca, Grande Salento
Giuseppe Vigilante

Giuseppe Vigilante

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Una manifestazione per esprimere vicinanza e sostegno ai due agenti finiti sotto inchiesta dopo l’operazione di cattura di Michele Mastropietro, il pregiudicato 59enne ritenuto responsabile dell’omicidio del brigadiere Carlo Legrottaglie. Si terrà il 19 giugno a Grottaglie, in provincia di Taranto, davanti al locale commissariato di polizia. A promuoverla è il SAP – Sindacato Autonomo di Polizia, che con la sua segreteria provinciale di Foggia ha annunciato la propria partecipazione ufficiale all’iniziativa, insieme alle delegazioni del SAP di Puglia e Basilicata.

Alla manifestazione sarà presente anche il segretario generale nazionale Stefano Paoloni.

Una manifestazione per “chi ha fatto solo il proprio dovere”

Nel comunicato diffuso dalla segreteria SAP di Foggia e firmato dal segretario Giuseppe Vigilante, il sindacato ribadisce che l’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto, una garanzia a tutela anche degli stessi agenti coinvolti. Tuttavia, il SAP sottolinea con forza la necessità di una modifica normativa: “È giunto il momento di cambiare la norma – si legge – per evitare un avviso di garanzia automatico quando sussistono cause di giustificazione del reato quali l’uso legittimo delle armi, la legittima difesa e l’adempimento del dovere”.

Una richiesta alla politica per evitare nuove “ingiustizie”

“Chi fa il proprio dovere non può e non deve essere messo sotto processo”, si legge in chiusura della nota. Il SAP si rivolge direttamente alla classe politica, chiedendo una legge che preveda accertamenti preliminari più accurati prima di attivare la macchina giudiziaria contro servitori dello Stato che, come in questo caso, “hanno rischiato personalmente la propria vita per assicurare alla giustizia pericolosi criminali”.

Una presa di posizione netta, che arriva a pochi giorni di distanza dalla morte di Mastropietro, avvenuta dopo un drammatico inseguimento con scontro a fuoco nelle campagne di Grottaglie, e che ha portato all’indagine a carico dei due agenti dei Falchi, indagati per omicidio colposo. L’autopsia disposta dalla procura di Taranto sarà determinante per chiarire le reali cause della morte.

Intanto, il sindacato ribadisce: “Il Paese deve essere grato ai nostri colleghi”. E il 19 giugno farà sentire la sua voce in piazza.

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Tags: Sap
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