Un durissimo j’accuse al sindaco Filippo Barbano arriva dal Circolo “L. Pinto” del Partito della Rifondazione Comunista, che accusa il primo cittadino di aver “tradito il mandato elettorale” pur di restare in sella. La decisione di ritirare le dimissioni e varare una nuova Giunta, con l’ingresso in maggioranza di due consiglieri di area centrodestra, è per Rifondazione l’epilogo di un percorso che segna la “fine della coerenza politica” e il definitivo abbandono del progetto “La Svolta Giusta”.
“Una Giunta per la sopravvivenza”
In una nota diffusa alla stampa, il Circolo parla apertamente di “patto contro-natura” e denuncia il “linguaggio vuoto e retorico” con cui il sindaco ha giustificato, via social, l’operazione politica: “Barbano parla di esclusivo interesse della città, senso di responsabilità e appartenenza, ma la verità è sotto gli occhi di tutti: è un’alleanza fondata su calcoli e ricatti”.
Nel mirino finisce anche la nomina dell’assessore ai Lavori Pubblici, definita “una concessione politica più che una scelta per competenze”. Per Rifondazione, il sindaco è ormai diventato “un simbolo da processione”, incapace di guidare realmente la città: “Cammina dietro le statue, ma gli altri decidono per lui”.
Le accuse: centrodestra in maggioranza e silenzi imbarazzanti
Le critiche si estendono anche alle contraddizioni del recente passato. Rifondazione ricorda quando Barbano parlava di “essere sotto ricatto”: “Cos’è cambiato da allora? Ora i ricatti si chiamano poltrone, cariche, alleanze”. L’attuale composizione della maggioranza – secondo il partito – è frutto di “una spartizione del potere per salvare i numeri in Consiglio”, dove ogni voto conta per mantenere in piedi l’amministrazione. E con il prossimo Consiglio comunale, previsto per venerdì 13 giugno, Rifondazione prevede già “il ritorno dell’instabilità: basterà un mal di pancia, una promessa non mantenuta, e tutto tornerà a traballare”.
Due mozioni in aula: Palestina e revoca della cittadinanza a Mussolini
Ma il 13 giugno sarà anche l’occasione per un chiaro banco di prova politico. Il consigliere di Rifondazione Roberto Cappucci presenterà due mozioni: la prima chiede che il Comune riconosca ufficialmente lo Stato di Palestina, in un atto simbolico ma potente, “per affermare la civiltà della nostra città, da sempre definita da Barbano come ‘Città della Pace’”.
La seconda mozione è altrettanto netta: revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, ancora formalmente in vigore. “È un’onta che non può restare – scrive il Circolo – Mussolini fu il capo di un regime criminale. Tenerlo tra gli onorati è un’offesa alla memoria democratica di San Giovanni Rotondo”.
“Il 13 giugno la nuova maggioranza dovrà mostrarsi per ciò che è”
“Chi voterà contro o diserterà l’aula – avvertono da Rifondazione – si assumerà la responsabilità politica di mantenere la cittadinanza a un dittatore fascista e di negare legittimità a un popolo in lotta per la propria sopravvivenza”.
Per il partito, quello di venerdì sarà un momento di verità. La città – è l’ammonimento finale – “prenderà atto di chi ha scelto la dignità e chi, invece, ha preferito la sopravvivenza politica a ogni costo”.











