Il futuro della Procura di Foggia è sempre più vicino a una svolta. Dopo settimane di attesa e ritiri dell’ultimo momento, si è ormai ridotto a due il numero dei contendenti in corsa per la successione di Ludovico Vaccaro, nominato procuratore generale di Lecce: si tratta di Renato Nitti, attuale procuratore di Trani, e Enrico Giacomo Infante, sostituto procuratore già in servizio nel capoluogo dauno. In un recente articolo, la Repubblica Bari ha ricostruito tutti i movimenti in atto all’interno degli uffici giudiziari di Puglia e Basilicata.
Il peso dei curricula e la posta in gioco
Il nome di Renato Nitti pesa come una presenza ingombrante nella corsa: già capo di Procura a Trani, ha presentato anche domanda per il ruolo di aggiunto a Bari, puntando strategicamente alla Direzione distrettuale antimafia (Dda). Se dovesse ottenere la poltrona di Foggia, aggiungerebbe un ulteriore tassello importante al suo percorso, anche in prospettiva di future sfide ai vertici di procure distrettuali.
Enrico Infante invece rappresenta una candidatura interna, un profilo che conosce le dinamiche locali e che, sulla carta, potrebbe incarnare la continuità con l’azione di contrasto alla criminalità avviata negli anni scorsi.
Le defezioni che hanno cambiato il quadro
A restringere il campo a due soli nomi hanno contribuito i ritiri di Rosa Pensa, sostituta procuratrice di Foggia, e di David Mancini, in forza alla Procura per i minorenni de l’Aquila. Scelte che hanno scompaginato gli equilibri iniziali, accrescendo il peso della partita finale tra Nitti e Infante.
Gli altri fronti aperti tra Puglia e Basilicata
Nel frattempo, la Quinta commissione del Csm si prepara a dover decidere anche su altri fronti: le procure di Potenza e Brindisi attendono i nuovi assetti. A Potenza sono ancora in lizza nomi come Maurizio Cardea, Eleonora Fini, Vincenzo Senatore, Francesco Basentini, Camillo Falvo, Henry John Woodcock e Lucia Isceri. Per Brindisi, invece, restano in corsa Antonio Negro, Pina Montanaro, Antonio Laronga, Antonio Costantini e Angelo Vittorio Cavallo.
Un’attesa che pesa anche sulla giustizia in Capitanata
La scelta sulla guida della Procura di Foggia assume un peso particolare in un territorio da anni segnato dalle emergenze mafiose e da un tasso di criminalità tra i più alti d’Italia. Con l’addio di Vaccaro, il successore dovrà garantire continuità, rigore e una presenza incisiva dello Stato.
Non resta che attendere: il Csm dovrà ora mettere nero su bianco le proposte da votare al Plenum. E decidere chi, tra Nitti e Infante, sarà chiamato a raccogliere un’eredità tra le più delicate dell’intero panorama giudiziario meridionale.









