“Quando il card. Bergoglio, il 13 marzo del 2013, fu eletto dal Conclave a succedere a Papa Benedetto XVI, aveva alle spalle gli anni di vita religiosa nella Compagnia di Gesù e soprattutto era arricchito dall’esperienza di 21 anni di ministero pastorale nell’Arcidiocesi di Buenos Aires, prima come Ausiliare, poi come Coadiutore e in seguito come Arcivescovo”, ha detto il cardinale decano Giovanni Battista Re nell’omelia della messa esequiale per Papa Francesco. “La decisione di prendere il nome Francesco apparve subito come la scelta di un programma e di uno stile su cui egli voleva impostare il suo Pontificato, cercando di ispirarsi allo spirito di San Francesco d’Assisi”, ha aggiunto.
Papa Francesco “diede subito l’impronta della sua forte personalità nel governo della Chiesa, instaurando un contatto diretto con le singole persone e con le popolazioni, desideroso di essere vicino a tutti, con spiccata attenzione alle persone in difficoltà, spendendosi senza misura, in particolare per gli ultimi della terra, gli emarginati. È stato un Papa in mezzo alla gente con cuore aperto verso tutti. Inoltre è stato un Papa attento al nuovo che emergeva nella società ed a quanto lo Spirito Santo suscitava nella Chiesa”.
Poi ancora il cardinale decano: “Aveva grande spontaneità e una maniera informale di rivolgersi a tutti, anche alle persone lontane dalla Chiesa”, ha sottolineato. “In contrasto con quella che ha definito ‘la cultura dello scarto’, ha parlato della cultura dell’incontro e della solidarietà. Il tema della fraternità ha attraversato tutto il suo Pontificato con toni vibranti”, ha affermato Giovanni Battista Re. Nella Lettera Enciclica “Fratelli tutti” “ha voluto far rinascere un’aspirazione mondiale alla fraternità, perché tutti figli del medesimo Padre che sta nei cieli. Con forza ha spesso ricordato che apparteniamo tutti alla medesima famiglia umana”, ha ricordato. “Nel 2019, durante il viaggio negli Emirati Arabi Uniti, Papa Francesco ha firmato un documento sulla ‘Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Convivenza Comune’, ricordando la comune paternità di Dio. Rivolgendosi agli uomini e alle donne di tutto il mondo, con la Lettera Enciclica Laudato si’ ha richiamato l’attenzione sui doveri e sulla corresponsabilità nei riguardi della casa comune”, ha detto ancora Re.

I grandi della terra, contatto Trump-Zelensky
Le esequie di papa Francesco a Roma hanno offerto l’occasione per dei veloci contatti diplomatici che potrebbero avere sviluppi nelle ore successive, in particolare per quanto riguarda il conflitto ucraino. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky hanno infatti avuto un breve colloquio, come riportano fonti dello stesso esecutivo di Kiev, e si sarebbero accordati per un nuovo incontro al termine dei funerali – il tutto nel momento in cui la Casa Bianca sta esercitando la massima pressione sulle parti per un accordo di cessate il fuoco che al momento appare premiare assai più il Cremlino.
Capelli raccolti, occhiali scuri e tailleur nero. Si presenta così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla messa esequiale per il papa. Seduto davanti a lei il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Al suo fianco, invece, il presidente del Senato, Ignazio La Russa.
Tra i leader mondiali in piazza San Pietro anche il presidente francese Emmanuel Macron, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente argentino Javier Milei, il principe William, i reali di Spagna Re Felipe VI e la Regina Letizia. Presente inoltre l’ex presidente Usa, Joe Biden.

















