Un messaggio pasquale che va ben oltre il rito e la liturgia. Il vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano, monsignor Fabio Ciollaro, ha scelto quest’anno di indirizzare parole dirette e forti ai protagonisti della criminalità cittadina. Nel testo diffuso lunedì 14 aprile, all’inizio della Settimana Santa, il vescovo ha invocato la conversione di chi è invischiato in furti, rapine e spaccio di droga: “Mi rivolgo in particolare a voi – scrive – che fate parte della malavita locale. Parlo perché voglio il vostro bene”.
“Gettate vergogna sulla nostra città”
Con toni accorati ma determinati, monsignor Ciollaro ha denunciato apertamente il peso che certi comportamenti criminali esercitano sull’intera comunità: “Purtroppo gettate vergogna sulla nostra città, sulle vostre famiglie e persino sui vostri figli”, ha scritto. Un giudizio netto, pronunciato senza retorica ma con il chiaro intento pastorale di scuotere le coscienze e sollecitare un cambiamento reale.
L’invito: “Aprite il Vangelo, pensateci!”
Il vescovo ha poi fatto riferimento alla recente missione dei frati francescani nella città, durante la quale molti hanno distribuito copie del Vangelo di San Luca. “Forse sono entrati anche a casa vostra e vi hanno lasciato in dono il Vangelo”, si legge nel messaggio. Da qui l’invito a leggere il capitolo 23, quello in cui si racconta la crocifissione di Gesù tra due ladri: “Uno dei due si è salvato, perché si è convertito. Pensateci!”, esorta Ciollaro.
“Voglio che qualcuno mi dica: voglio cambiare vita”
Il passaggio più toccante arriva nel finale, quando il vescovo confessa il proprio desiderio più profondo: “Aspetto che qualcuno di voi venga a dirmi all’orecchio: caro vescovo, voglio cambiare vita!”. Un invito che è anche una porta aperta al perdono, al riscatto, alla possibilità di cominciare da capo. “Sarà veramente una buona Pasqua per voi, per le vostre famiglie e per la nostra città”, conclude.
Un messaggio che, in tempi di recrudescenza criminale, suona come una sfida pastorale e civile: perché anche nei contesti più difficili, la Pasqua può essere ancora sinonimo di resurrezione.












