Avrebbe abusato della propria funzione pubblica per ottenere vaschette di sushi gratuite, minacciando il titolare di una pescheria con ritorsioni amministrative. Per questo un ispettore dell’Asl Foggia (sede di Cerignola), Vincenzo Quarticelli, è stato condannato in primo grado a 2 anni e 10 mesi di reclusione per concussione e tentata concussione, con l’esclusione del reato di peculato, per il quale è stato assolto “perché il fatto non sussiste”.
Sentenza e dettagli del processo
La sentenza è stata pronunciata dal gup Francesca Mannini nell’ambito del processo con rito abbreviato, con conseguente riduzione di un terzo della pena. Il pm aveva chiesto la condanna per entrambe le imputazioni. La parte offesa si è costituita parte civile, chiedendo un risarcimento da 15mila euro. Il giudice ha stabilito che la somma sarà eventualmente quantificata in sede civile.
Gli avvocati dell’imputato avevano chiesto l’assoluzione. Oltre alla condanna, il giudice ha disposto per Quarticelli l’interdizione dai pubblici uffici e l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per 5 anni.
L’arresto e l’accusa: “Indebita utilità”
L’ispettore fu arrestato dalla Polizia il 30 dicembre 2023 e posto ai domiciliari, su ordinanza del gip che gli contestava di “aver agito in violazione dei propri doveri istituzionali di imparzialità e correttezza, al fine di coartare la volontà delle vittime e ricavarne un’indebita utilità”. Ora è tornato in libertà, e si proclama innocente.
Secondo l’accusa, Quarticelli avrebbe ordinato telefonicamente sushi per un valore di 250 euro il 28 gennaio 2022, ma al momento del pagamento avrebbe detto al commerciante: “No, noi siamo amici, io non ti devo pagare. Fidati, altrimenti torno e ti trovo introvabile”. Una scena analoga si sarebbe verificata il 31 agosto dello stesso anno, quando avrebbe ordinato sushi per 300 euro, e poi affermato: “Io non devo pagare, ti ricordi come abbiamo fatto l’altra volta? Noi siamo amici”. A un ulteriore invito a saldare, avrebbe replicato: “Torno, va bene? Io torno”, andandosene con il pesce.
Uso improprio dell’utenza d’ufficio
Sul fronte del peculato, accusa da cui è stato assolto in aula, la Procura aveva contestato all’ispettore l’uso indebito dell’utenza fissa dell’ufficio da gennaio a settembre 2022 per chiamate private a familiari e conoscenti, e per ordinare il sushi. L’episodio aveva portato anche a un’ispezione da parte dell’Asl, che aveva rilevato alcune irregolarità a carico della pescheria e dello stesso ispettore, sanzionato con una pena pecuniaria già saldata.
Prove e ricostruzione dei fatti
L’intera accusa si regge su quanto riferito dal titolare del locale e da un familiare, oltre a registrazioni audio e video, testimonianze e tabulati telefonici relativi agli episodi contestati, in particolare quello di agosto 2022.












