Il piano solo del Giordano in Jazz nelle chiese barocche del centro storico, nei giorni immediatamente precedenti alla Settimana Pasquale e al grande fermento che un tempo animava le rettorie e le confraternite nella notte del Giovedì Santo, potrà testare quanta e quale sia la consapevolezza della città di Foggia sulla pedonalizzazione delle vie del centro.
Dopo anni di silenzio, qualcuno, a seguito del dibattito sulla malamovida scaturito dall’ordinanza della sindaca Maria Aida Episcopo, ha ricominciato a parlare della chiusura al traffico di via Arpi.
L’asse viario culturale della città, che interseca il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Unifg, la Fondazione Apulia Felix, la chiesa di San Tommaso, la piazza della Cattedrale, il Conservatorio e il Museo Civico, è da anni vandalizzato e abbandonato. Non si contano gli esercizi commerciali chiusi e i palazzi, alcuni dei quali tra i più importanti della città, deteriorati e bisognosi di interventi massicci.
Il centro storico, riqualificato nei lontani anni Novanta con il Piano Urban, vive da anni una situazione agonizzante, assediato dalle baby gang. È per questo che il professor Saverio Russo, presidente regionale del FAI, ha riproposto, dinanzi all’assessora alla Cultura Alice Amatore, l’idea di chiudere via Arpi al traffico e di creare nuove occasioni di valorizzazione.
La giovane amministratrice si è detta interessata; del resto, l’amministrazione ha già provato a organizzare una micro pedonalizzazione della via nei pressi dell’Università, creando non poco clamore tra i residenti.









