La Prefettura di Foggia non darà seguito al procedimento di interdittiva antimafia nei confronti del Dare Puglia, distretto tecnologico agroalimentare partecipato dall’Università di Foggia. Cruciale nella decisione l’allontanamento di Gianni Rotice, dimissionario dopo il vano tentativo di autosospendersi e il licenziamento della fidanzata Libera Scirpoli, entrata nello staff quando il compagno sedeva nel cda.
L’avvio della procedura, ora stoppata, era scaturito dall’interdittiva antimafia a carico della “Gianni Rotice srl” riconducibile all’ex sindaco di Manfredonia. Nel documento prefettizio, emergevano due circostanze in particolare: il coinvolgimento di Rotice nell’inchiesta “Giù le mani” per la quale è stato rinviato a giudizio pochi giorni fa con la pesante accusa di corruzione elettorale insieme al fratello Lino, e la parentela pericolosa della Scirpoli, sorella del potente boss Francesco Scirpoli detto “Il lungo”, capo del clan Lombardi-Scirpoli-Raduano, rivale dei Li Bergolis-Miucci per la supremazia mafiosa sul Gargano. I due Scirpoli vennero inseriti dalla Prefettura di Foggia anche nella relazione di scioglimento per mafia del Comune di Mattinata nel 2018.
La fuoriuscita in extremis di Rotice e Scirpoli ha dunque salvato il Dare dall’interdittiva antimafia, provvedimento che sarebbe stato nefasto per l’immagine di una istituzione come l’Università di Foggia.










