Il possibile smantellamento del Reparto Prevenzione Crimine (RPC) di San Severo sta sollevando polemiche e preoccupazioni. L’ipotesi, avanzata il 26 febbraio durante un incontro al Dipartimento della Pubblica Sicurezza, metterebbe a rischio la sicurezza dell’intera area, lasciando un vuoto che potrebbe favorire l’attività della criminalità organizzata.
L’allarme sulla sicurezza
Il Reparto, istituito nel 2018 per rafforzare la presenza dello Stato in un territorio caratterizzato da un alto tasso di criminalità, ha svolto negli anni un ruolo strategico nel contrasto alla mafia foggiana e alla delinquenza diffusa. La sua eventuale chiusura preoccupa le istituzioni locali e nazionali, che temono un arretramento della capacità di controllo del territorio.
Tra le voci critiche spicca quella del senatore di Fratelli d’Italia Anna Maria Fallucchi, che ha annunciato un’interrogazione parlamentare per sollecitare il ministro dell’Interno a scongiurare la chiusura. “Questa struttura – ha dichiarato – è un presidio essenziale nella lotta alla criminalità. Disattivarla significherebbe esporre San Severo e i comuni limitrofi a un rischio maggiore. Chiederò al governo quali azioni intenda adottare per garantire la sicurezza del nostro territorio”.
L’impegno politico per scongiurare la chiusura
La possibile dismissione del Reparto si inserisce in un contesto delicato, con San Severo e l’intera Capitanata spesso al centro di episodi di violenza e azioni riconducibili alla criminalità organizzata. L’RPC ha rappresentato in questi anni un punto di riferimento per le forze dell’ordine, assicurando interventi tempestivi e un maggior controllo del territorio.
Fallucchi si è detta certa che il governo “adotterà la soluzione migliore per salvaguardare la sicurezza della comunità”. Resta ora da vedere quale sarà la risposta del Ministero dell’Interno e se l’interrogazione parlamentare porterà a un ripensamento sulla chiusura del Reparto.










