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Home - Lavoratori domestici introvabili e sempre più costosi: il nodo assistenza tra caro badanti e lavoro nero

Lavoratori domestici introvabili e sempre più costosi: il nodo assistenza tra caro badanti e lavoro nero

In Italia 8,8 milioni di persone vivono sole, ma il settore dell’assistenza è in crisi tra domanda crescente e irregolarità. In Puglia e Basilicata tra i dati più bassi per rapporto tra badanti e anziani soli

Di Redazione
3 Marzo 2025
in Economia, Puglia
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Trovare una colf, una badante o una baby sitter con referenze e un contratto regolare sta diventando sempre più difficile e costoso. Il fenomeno non riguarda solo la Puglia, ma è un problema diffuso in tutta Italia, dove la domanda di assistenza familiare cresce a fronte di una disponibilità sempre più limitata. Il mercato del lavoro domestico è ormai dominato da portali online e agenzie specializzate, ma la ricerca di personale affidabile per la cura di anziani, bambini e case resta una sfida per molte famiglie.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, il problema è aggravato dal ricorso massiccio a lavoratori stranieri, in particolare provenienti dal Nord Africa e dall’Asia, che spesso incontrano difficoltà di integrazione. Il contesto in cui si inserisce questa carenza è quello di un Paese sempre più anziano e solo: ben 8,8 milioni di persone vivono in solitudine, e oltre la metà (55,2%) ha più di 60 anni. In Puglia si contano 484mila ultrasessantenni soli, mentre in Basilicata sono circa 80mila.

IL RAPPORTO CENSIS: UN WELFARE FAMILIARE SEMPRE PIÙ IN CRISI

Il rapporto Family (Net)work 2025 del Censis, promosso dall’Assindatcolf, fotografa una realtà in cui l’assistenza agli anziani è sempre più difficile da garantire. A livello nazionale, il rapporto tra badanti e persone sole over 60 è di 8,5 ogni 100 persone, ma con forti differenze territoriali. La Sardegna guida la classifica con 24,5 badanti ogni 100 anziani soli, seguita da Toscana (13,5%) e Marche (13,4%). In Puglia il dato crolla a 4 badanti ogni 100 anziani, mentre in Basilicata scende ulteriormente a circa 3 ogni 100.

“Vivere da soli non significa necessariamente trovarsi in una condizione di disagio, ma comporta difficoltà che si amplificano con l’età”, si legge nel rapporto. La principale preoccupazione riguarda l’assenza di assistenza immediata in caso di emergenza (50,5%), percentuale che cresce tra gli over 75 (52,2%). A seguire, tra le difficoltà maggiormente segnalate, ci sono la gestione delle attività domestiche e la preparazione dei pasti (38,2%), mentre la solitudine e l’assenza di relazioni di supporto preoccupano il 31,6% delle persone.

I CAREGIVER: UN RUOLO SEMPRE PIÙ GRAVOSO

L’indagine evidenzia come la maggioranza (64,3%) di chi ha una persona non autosufficiente in famiglia sia costretto a farsi carico direttamente dell’assistenza. Tra le attività più comuni, spiccano la gestione delle pratiche amministrative (90,7%), l’accompagnamento a visite mediche e terapie (75,3%), il supporto emotivo (30,6%) e l’assistenza diretta nei pasti e nell’igiene personale (20,5%). Tuttavia, il peso di questo ruolo è altissimo: il 89,2% degli intervistati dichiara di avere meno tempo per il lavoro e la vita personale, mentre l’88,3% segnala un forte stress psicologico.

“Le badanti e i caregiver sono figure fondamentali in un sistema di welfare familiare che rischia di collassare”, ha dichiarato il presidente di Assindatcolf, Andrea Zini. “Serve un riconoscimento più concreto del loro contributo, con politiche di supporto economico, formazione adeguata e misure per ridurre il peso emotivo di chi si prende cura degli altri”.

LAVORO IN NERO: UN PROBLEMA RADICATO

Secondo i dati dell’Inps, il settore domestico è ancora fortemente segnato dal lavoro irregolare: si stima che il 90% dei lavoratori senza contratto siano donne e che circa il 70% siano stranieri. Il Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso 2023-2025 individua tra le principali cause dell’elevato tasso di irregolarità la difficoltà di monitorare le abitazioni private, la frammentarietà dei rapporti di lavoro e la paura dei lavoratori di denunciare le violazioni.

Il lavoro nero è particolarmente diffuso nel settore delle baby sitter: spesso i genitori, in qualità di datori di lavoro, preferiscono evitare contratti regolari per non dover garantire ferie, malattie e straordinari, mantenendo piena libertà nella gestione del rapporto di lavoro. Questo sistema penalizza sia i lavoratori, che restano privi di tutele, sia le famiglie, che in caso di controversie non possono far valere alcun diritto.

Di fronte a una popolazione sempre più anziana e a un mercato del lavoro domestico in crisi, il tema dell’assistenza si conferma una delle grandi sfide sociali ed economiche dei prossimi anni.

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Tags: badanti
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