Dopo le due scritte offensive comparse nel giro di 24 ore davanti alla sede del Partito Democratico in via Giacomo Matteotti, un nuovo episodio di vandalismo scuote la città di Foggia. Questa volta, a essere preso di mira è stato il complesso monumentale dedicato al maestro Umberto Giordano, situato nell’omonima piazza all’interno dell’isola pedonale. Nella scritta c’è anche una “A” stilizzata, simbolo degli anarchici, la stessa trovata pochi giorni prima sulla porta d’ingresso della sede Pd.
Le statue, simbolo della storia e dell’arte foggiana, sono state imbrattate con spray, un gesto che ha suscitato indignazione tra i cittadini e le autorità. L’opera, realizzata negli anni Sessanta dal maestro Vio in seguito a un concorso pubblico nazionale, rappresenta uno dei luoghi iconici della città, una “cartolina” del patrimonio culturale di Foggia.
Una città sotto attacco
Secondo alcuni osservatori, la “firma” del vandalo potrebbe essere la stessa di chi ha deturpato la sede del Partito Democratico, suggerendo una preoccupante serialità nei gesti. L’autore, definito una “bestia-spray” da alcuni, non ha mostrato alcun rispetto né per i beni pubblici né per la storia della città.
Colpire in una zona così centrale – piazza Giordano si trova nel cuore pulsante di Foggia – sottolinea la necessità di un maggiore controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine. Le telecamere di sicurezza presenti nell’area potrebbero rivelarsi fondamentali per identificare il responsabile.
Ignoranza e mancanza di civiltà
Il complesso monumentale di piazza Giordano non è nuovo a episodi di degrado. Spesso trasformato in un luogo di gioco irrispettoso da parte di ragazzi poco controllati, il sito subisce anche l’incuria e l’ignoranza di chi non comprende il valore del patrimonio artistico. La questione ha scatenato un’ondata di riflessioni: se da un lato si invoca una maggiore vigilanza, dall’altro emerge la necessità di un’educazione più profonda al rispetto per i beni comuni, che dovrebbe partire dai genitori.
Urgenza di interventi
Mentre l’indignazione cresce, è fondamentale agire rapidamente per ripulire le statue e restituire dignità a uno dei luoghi simbolo della città. Le autorità locali stanno valutando interventi immediati per rimediare ai danni, ma il tema resta aperto: è possibile prevenire episodi simili?
L’episodio, purtroppo, si aggiunge a una lunga lista di atti vandalici che continuano a offendere il volto di Foggia. Resta l’auspicio che, grazie alle indagini, si possa presto risalire al responsabile, inviando un messaggio chiaro: la città non tollera l’inciviltà.










