Presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato si è svolta la presentazione del progetto avviato nelle carceri di Foggia, “Cantare in libertà”, su iniziativa del senatore Costanzo Della Porta e il sostegno del senatore Paolo Marcheschi che sono intervenuti. Il progetto realizzato in collaborazione con Chiesa Valdese di Foggia, il Csv (Centro Servizi Volontariato) di Foggia, l’Ulepe, la casa circondariale di Foggia nella figura della direttrice Giulia Magliulo, l’area comportamentale diretta da Giovanna Valentini e del comandante della Polizia Penitenziaria Claudio Ronci, si è svolto dal giugno 2023 al dicembre scorso. Il laboratorio, unendo arte e riabilitazione, nasce dal desiderio di Valerio Zelli, coautore ed interprete degli Oro, di mettere a disposizione degli altri la musica e la sua forza nel diventare dono e cura. Il progetto ora, grazie alle etichette discografiche MRI e Maqueta Records, diventerà un disco con una nuova versione incisa con i detenuti di Padre Nostro, successo degli Oro a Sanremo 1997 e Angeli e Demòni, l’inedito scritto da Valerio Zelli tra le mura della casa circondariale di Foggia.
“Cantare in Libertà – afferma Zelli – è stato un viaggio introspettivo ed emozionale; un’opportunità per riflettere profondamente sulle scelte di vita fatte e sulle condotte che hanno portato alla condizione di detenzione. Attraverso il canto, i detenuti hanno avuto modo di esplorare le proprie emozioni, superare barriere culturali e caratteriali, coltivando la speranza di nuove prospettive future. La voce, intesa come strumento di espressione e libertà, è divenuta strumento per stimolare un cambiamento personale e per immaginare un reinserimento positivo nel tessuto sociale. A dicembre si è svolto in carcere lo spettacolo conclusivo in cui i detenuti hanno cantato alcuni dei più grandi successi degli Oro, Padre Nostro (Sanremo ’97), Vivo per lei, Quando ti senti sola, Rose rosse e caffè, oltre che una cover scelta liberamente da ognuno di loro. Un momento importante che ci ha confermato come l’arte, in questo caso il canto, possa essere un potente veicolo di trasformazione e consapevolezza, grazie al quale i partecipanti hanno vissuto un’esperienza unica, capace di lasciare un segno profondo nel loro percorso personale. Un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni, associazioni e artisti possa dare vita a progetti di grande impatto sociale, contribuendo al miglioramento della vita delle persone e al rafforzamento della comunità. Ringrazio il senatore Costanzo Della Porta per l’occasione, il privilegio che mi ha concesso di essere qui a presentare il nostro progetto. Ringrazio il senatore Paolo Marcheschi, per l’attenzione ed il sostegno”.
Il senatore Costanzo Della Porta ha commentato: “Ho conosciuto Valerio, nel mio Comune di residenza dove esercito ancora la funzione di Sindaco, quando venne a cantare. Quando mi ha spiegato quello che fa nelle carceri, ho avuto solo conferma di quello che già avevo intuito sentendolo cantare. Ci siamo messi in moto per organizzare questa conferenza stampa, il cui merito è tuo, Valerio. Noi Senatoridella Repubblica dobbiamo ascoltare ed accogliere le istanze che arrivano dal territorio, soprattutto quando sono intelligenti e fatte col cuore. Questa è un’occasione giusta, noi siamo qui a dimostrazione del fatto che le istituzioni devono essere vicino a tutti, senza distinzione alcuna, quando i progetti sono buoni e meritevoli. Speriamo di poter dare una mano magari a portare anche in altre realtà questa iniziativa, nella speranza che possa alleviare la pena e grazie al tuo contributo, modificare il loro percorso di vita una volta fuori. Grazie per quello che fai”.
Il senatore Paolo Marcheschi ha portato il suo saluto chiosando: “Sono felice di portare un sentito saluto, per un progetto davvero nobile di un autore, un cantante di successo, che ha messo a disposizione di chi ha sbagliato ed è privato della libertà, la sua arte. Il lato umano della proposta ci ha convinti e i risultati ottenuti, in un momento in cui le carceri stanno attraversando un momento complicato, per svariati motivi, di sovraffollamento e problemi strutturali, sono speranza e richiamo a non sottovalutare l’aspetto umano. Un obiettivo che si pone anche la Costituzione, con il recupero che dovrebbe essere la finalità della detenzione. L’elemento topico è rappresentato proprio da queste iniziative, che possono migliorare sicuramente lo stato della vita all’interno del carcere e favorirne il recupero. Un recupero non solo sociale ma anche di umanità. Sono progetti che si portano avanti con difficoltà perché purtroppo ci sono problematiche ben più urgenti e grandi nelle carceri, ma queste iniziative sono comunque fondamentali”. (9Colonne)










