• Contatti
giovedì 4 Giugno 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - Vendette nella “Società Foggiana”, confermata la condanna per i tentati omicidi della faida Moretti-Sinesi

Vendette nella “Società Foggiana”, confermata la condanna per i tentati omicidi della faida Moretti-Sinesi

Giuseppe Ricco condannato a 14 anni e 8 mesi: la Cassazione chiude il cerchio su un caso simbolo della guerra tra clan

Di Redazione
13 Gennaio 2025
in Cronaca, Foggia
Rodolfo Bruno e Gianfranco Bruno; a destra, i fratelli Frascolla; sotto, un'immagine tratta dall'ordinanza Chorus; sullo sfondo, il luogo dell'omicidio Bruno

Rodolfo Bruno e Gianfranco Bruno; a destra, i fratelli Frascolla; sotto, un'immagine tratta dall'ordinanza Chorus; sullo sfondo, il luogo dell'omicidio Bruno

Condividi su FacebookCondividi su Twitter

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato da Giuseppe Ricco, originario di Margherita di Savoia, confermando la condanna a 14 anni e 8 mesi di reclusione inflitta dalla Corte d’Appello di Bari per una serie di gravi reati, tra cui tre episodi di tentato omicidio, detenzione e porto illegale di armi e ricettazione. La sentenza chiude definitivamente un procedimento che ha evidenziato legami con faide mafiose e vendette personali nella provincia di Foggia.

I fatti contestati

Secondo quanto ricostruito nei tre gradi di giudizio, gli episodi risalgono al gennaio 2019, in un periodo segnato da scontri tra clan mafiosi nella zona. Le indagini hanno ricostruito che Ricco e i suoi complici avevano pianificato azioni omicide nei confronti di membri di una famiglia rivale, in un contesto di vendetta per l’omicidio del cassiere della “Società Foggiana”, Rodolfo Bruno, uomo del clan Moretti, ucciso il 15 novembre 2018.

La Corte ha stabilito che Ricco era coinvolto in almeno tre tentati omicidi, avvenuti il 16, 23 e 26 gennaio 2019, portando armi da fuoco per colpire i bersagli designati: i fratelli Gioacchino e Antonello Frascolla o in alternativa l’amico Mario Clemente, ritenuti al vertice di una cosca criminale nata da una costola del clan Sinesi-Francavilla. Cruciali le intercettazioni ambientali e telefoniche che hanno rivelato i dettagli delle azioni pianificate, compresi sopralluoghi e discussioni sull’organizzazione degli attacchi.

Per queste vicende, tratte da un filone dell’operazione “Chorus”, ci sono già state altre tre condanne: 14 anni e 10 mesi di reclusione a Gianfranco Bruno detto “Il primitivo”, uno degli elementi di punta dei “morettiani” e 10 anni e 8 mesi ad Antonio Bruno (figlio di Rodolfo) e Carmine Antonio Piscitelli. Per i giudici, Bruno fu il mandante mentre gli altri tre esecutori materiali.

La sentenza

Il ricorso presentato dalla difesa contestava diversi aspetti delle precedenti sentenze, tra cui l’attribuzione del dolo omicida, la qualificazione del comportamento come tentato omicidio e la determinazione della pena. Tuttavia, la Cassazione ha rigettato tutte le argomentazioni, ritenendo infondate le critiche mosse alla sentenza d’appello.

Nella motivazione, la Corte ha sottolineato come i movimenti degli imputati e le conversazioni intercettate confermassero la preparazione di azioni violente. È stato inoltre escluso che Ricco avesse agito per desistenza volontaria, in quanto le interruzioni delle azioni omicide erano dovute a circostanze esterne, come la presenza di sistemi di videosorveglianza.

La Cassazione ha anche confermato la correttezza del calcolo della pena, evidenziando che la Corte d’Appello aveva seguito criteri congrui nella determinazione della pena base e nei successivi aumenti per i reati satellite.

Il contesto criminale

Il caso si inserisce in un quadro più ampio di scontri tra clan mafiosi nel foggiano, un territorio che negli ultimi anni ha visto un aumento delle attività criminali legate alle faide tra gruppi rivali. Gli episodi contestati a Ricco rappresentano solo una parte di un’escalation di violenza che ha coinvolto numerose famiglie legate alla criminalità organizzata.

La conferma della condanna segna un ulteriore passo nella lotta alla mafia nella provincia di Foggia, ma evidenzia anche le difficoltà nel contrastare un fenomeno così radicato. La sentenza sottolinea, infine, la centralità delle intercettazioni e della collaborazione tra le forze dell’ordine nel ricostruire i legami tra episodi di violenza e contesti mafiosi.

Seguici anche su Instagram – Clicca qui

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Tags: Foggia
Articolo precedente

Scomparsa Kim a Foggia, l’assessora Mendolicchio: “Controlli fatti, non sono emerse rilevanti irregolarità”

Articolo successivo

Igiene urbana in area portuale di Manfredonia, firmata convenzione. “Ma servono anche cittadini più educati”

Articoli correlati

Montagne di rifiuti interrate e date alle fiamme tra Foggiano e Bat: 37 indagati per il business da 2,5 milioni

Benito Palumbo

Pistola con colpo in canna in casa, patteggia Benito Palumbo: sconterà la pena ai domiciliari

Raffaele Tolonese in due vecchie immagini: una con Roberto Sinesi, l'altra di un suo primo piano

Condanna per Raffaele Tolonese, ma niente carcere: il boss foggiano torna in libertà dopo quattro mesi

Foggia in marcia per Stefania, il grido dei figli dopo il femminicidio: “Mai più una madre uccisa nel silenzio”

Gisella Naturale

Braccianti costretti ad assumere farmaci e alcol per lavorare nei campi, Naturale (M5S): “È schiavitù”

Tragedia sulla strada a Manfredonia, 15enne indagato per omicidio stradale dopo la morte di Antonio Sinisi

Ultime Notizie

Cerignola e 5 Reali Siti

Montagne di rifiuti interrate e date alle fiamme tra Foggiano e Bat: 37 indagati per il business da 2,5 milioni

Secondo la procura centinaia di viaggi avrebbero trasferito dalla Campania migliaia di tonnellate di scarti smaltiti illegalmente. I carabinieri del...

Benito Palumbo

Pistola con colpo in canna in casa, patteggia Benito Palumbo: sconterà la pena ai domiciliari

Raffaele Tolonese in due vecchie immagini: una con Roberto Sinesi, l'altra di un suo primo piano

Condanna per Raffaele Tolonese, ma niente carcere: il boss foggiano torna in libertà dopo quattro mesi

Gisella Naturale

Braccianti costretti ad assumere farmaci e alcol per lavorare nei campi, Naturale (M5S): “È schiavitù”

Tragedia sulla strada a Manfredonia, 15enne indagato per omicidio stradale dopo la morte di Antonio Sinisi

Pugliapromozione, nuovo sequestro da 1,3 milioni: nel mirino stipendi e pagamenti fuori busta ai dirigenti

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024