Una delegazione del Foggia Calcio ha incontrato gli utenti della Comunità ArtLabor, in un evento che ha unito sport, condivisione e riflessione. Guidati dal capitano Giuseppe Carillo, insieme ai difensori Ercolani e Parodi e al centrocampista Vezzoni, i giocatori hanno partecipato a un momento intenso e significativo, alla presenza della direttrice Rita Frigerio, delle psicoterapeute Valentina Cocuzzi e Anna Marrone e degli operatori Antonio Di Mauro, Pasquale Iorio e Donatello Summa.
“È con immenso piacere che abbiamo accolto alcuni giocatori del Foggia, che hanno incontrato i nostri ragazzi,” ha dichiarato la direttrice Frigerio, ringraziando il presidente Nicola Canonico, il vicepresidente Emanuele Canonico e l’ufficio stampa rossonero, rappresentato da Valerio Palmieri, per aver reso possibile l’incontro.
Un confronto sui valori comuni tra sport e comunità
Durante l’incontro sono stati affrontati temi centrali sia per il percorso comunitario che per la vita sportiva: spirito di gruppo, forza, unione, volontà e dedizione. “Lo sport è una metafora della vita, e le esperienze raccontate dai giocatori sono state una testimonianza preziosa per i nostri ragazzi,” ha sottolineato Frigerio. I calciatori hanno condiviso aneddoti e storie personali, dimostrando che “prima del calciatore c’è l’uomo”, un messaggio che ha toccato profondamente gli utenti della comunità.

Un messaggio di resilienza e speranza
Uno dei momenti più significativi dell’incontro è stato il forte messaggio di resilienza condiviso: la capacità di rialzarsi dopo una caduta. Un insegnamento che accomuna lo sport alla vita quotidiana e che ha risuonato con le esperienze degli utenti della Comunità ArtLabor.
Al termine della giornata, i giocatori si sono intrattenuti con i ragazzi per scattare fotografie e firmare autografi. “Ci auguriamo che questo incontro sia il primo di una serie di visite con il Foggia Calcio, per costruire ponti che aiutino i nostri utenti a dare un ‘calcio’ alle dipendenze e a guardare con speranza al futuro”, hanno concluso gli organizzatori.
L’iniziativa dimostra come il calcio possa essere non solo un gioco, ma anche un veicolo di valori universali e di vicinanza, capace di ispirare e motivare chi sta affrontando sfide personali importanti.










