“A tutela del buon nome del Circolo didattico ‘G. Leopardi’ di Foggia, frequentato dal piccolo Gabriel, sul sottoscritto grava l’obbligo di fare alcune precisazioni in merito alle dichiarazioni rese dall’assessora Mendolicchio“. Inizia così la lettera di precisazioni del dirigente scolastico della “Leopardi”, Fernando Fratta.
“La presenza degli educatori scolastici all’interno delle scuole – le parole dell’assessora – è diretta conseguenza delle richieste dei dirigenti scolastici che devono manifestare all’ente le varie necessità in modo che il Comune, attraverso appalti esterni, fornisce il personale adeguato. Evidentemente, se all’interno della scuola di Gabriel l’effettivo degli educatori scolastici è sottodimensionato, probabilmente ci sono stati degli errori di valutazione. Tuttavia il Comune di Foggia sta potenziando il numero degli educatori che a breve saranno disponibili per tutti gli istituti. Mi auguro di vero cuore che per Gabriel e la sua mamma il problema si risolva nei migliori dei modi”.
Così Fratta: “Dalle dichiarazioni dell’assessora, si potrebbe intendere che ci sia una responsabilità della scuola, cosa che non è per i seguenti motivi: Se la presenza degli educatori scolastici fosse veramente diretta conseguenza delle segnalazioni dei dirigenti scolastici, questi incresciosi problemi non si verificherebbero poiché il sottoscritto, come i colleghi delle altre scuole, provvede puntualmente a chiedere al Comune, che vi è tenuto ai sensi della l. 104/92, l’invio delle figure necessarie all’inclusione scolastica degli alunni che ne necessitano. Nel caso in questione, come risulta dalla documentazione agli atti della scuola e trasmessa al legale della famiglia, il sottoscritto ha chiesto più volte al Comune le figure a supporto di Gabriel, così come individuate dall’ASL. Invano. Anzi, la scorsa estate è stato addirittura operato un taglio sulle già insufficienti risorse assegnate per l’assistenza agli alunni con bisogni educativi speciali”.
E ancora: “Per giustificare il mancato invio delle figure richieste più e più volte, l’assessora ipotizza fantomatici errori di valutazione. Si precisa che, a norma di legge, il Comune non deve valutare nulla, atteso che la valutazione del caso di Gabriel, come di altri, è già stata operata dagli Organi preposti, vale a dire l’ASL, su cui né l’Istituzione scolastica, né il Comune hanno voce in capitolo, dovendosi limitare a dare esecuzione a quanto stabilito dagli specialisti sanitari”.
Poi Fratta conclude: “L’assessora conclude con un augurio. Mi pregio di segnalare che la realizzazione di quanto auguratosi dipende solo dalla volontà del Comune di ottemperare alla legge. In conclusione, che si possa anche solo adombrare una traslazione di responsabilità tra Istituzioni della Repubblica è, francamente, uno spettacolo svilente agli occhi dei cittadini, in particolare dei più bisognosi; scongiurare questo rischio è l’unico scopo della presente”.










