“Osteoporosi a che punto siamo?” È questo il titolo del convegno informativo organizzato dal Soroptimist International Club di Foggia, presieduto dall’avvocata Elisabetta Checchia e previsto per il 6 novembre alle 17.30 nell’Auditorium Santa Chiara. Insieme alla stessa Checchia, al dottor Pierluigi Nicola De Paolis, presidente dell’OMCeO della provincia di Foggia e alla dottoressa Mariateresa Vaccaro presidente dell’Associazione Donne Medico interverranno gli esperti dell’osteoporosi, il dottor Alfredo Scillitani endocrinologo, la reumatologa Ripalta Colia, la fisiatra Sara Letizia e il dietologo Antonio Finaldi.
La medicina di genere o medicina genere-specifica, è un campo medico in espansione che si concentra sull’influenza delle differenze biologiche (definite dal sesso) e socioculturali (definite dal genere) sulla salute e sulla malattia di ogni individuo. La medicina di genere riconosce che uomini e donne non sono uguali dal punto di vista biologico e che queste differenze possono avere un impatto significativo su come il corpo sviluppa le malattie, come risponde ai trattamenti e come vive la salute in generale.
Il Soroptimist, club di donne, a livello nazionale ha lanciato il Progetto Osteoporosi. L’osteoporosi è una malattia scheletrica caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da un deterioramento della microstruttura del tessuto osseo. Questo provoca un aumento della fragilità ossea e un maggiore rischio di fratture, anche a seguito di traumi minimi come una semplice caduta, una flessione della schiena o il sollevamento di un peso lieve.
In Italia secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dopo i 50 anni 1 donna su 3 e un uomo su 5 subiscono una frattura da fragilità. L’OMS stima che in Italia 5 milioni di persone, di cui l’80% donne, siano a rischio “frattura” per l’osteoporosi. L’ osteoporosi colpisce il 15% delle donne appartenenti alla fascia di età 50-59, più del 30% della classe 60-69 e il 45% della fascia 70-79 e costituisce il fattore di rischio per eccellenza delle fratture da fragilità. Ogni anno, si registrano circa 100.000 fratture di femore e 255.000 fratture vertebrali, il 75% delle quali nella popolazione femminile (dati SIOT 2018). Una malattia “silenziosa” che continua ad essere quasi sconosciuta e sotto-diagnosticata con tutto il carico di sofferenza, costi sociali ed economici che comporta.
Per questo non se ne parla mai abbastanza. Alla fine dell’incontro foggiano saranno sorteggiati tra i presenti esami di densiometria, kit di controllo vitamina D ed integratori offerti da farmacie della città.









