Ha ammesso le responsabilità ma avrebbe reagito solo dopo aver visto il padre in grave difficoltà. Questa la posizione del 33enne Roberto Braccio, arrestato per aver aggredito una guardia giurata del Pronto soccorso del Policlinico Riuniti di Foggia. Nelle scorse ore si è svolta la direttissima in tribunale all’esito della quale il giudice ha disposto i domiciliari nonostante la richiesta del carcere avanzata dal pm.
In buona sostanza, Braccio – difeso dall’avvocata Manuela Alessandra La Cava – ha sostenuto di aver vissuto una situazione concitata e di aver reagito con violenza dopo aver appreso che i sanitari avrebbero condotto il padre – con infarto in atto e codice rosso – al triage, in quel momento senza medici. La sua versione sarà vagliata in sede giudiziaria.
Stando alle accuse, Braccio avrebbe aggredito la guardia giurata mentre quest’ultima chiudeva la porta ingresso barellati 118 per tutelare la privacy dei pazienti in triage. L’uomo avrebbe preteso che la porta restasse aperta minacciando la vittima con frasi come “T tagghj a cap” (ti taglio la testa, ndr) e “Ti sfracano”. Quindi avrebbe seguito la guardia in area triage spintonandola e colpendola sullo zigomo facendola rovinare al suolo.










