Paolo ha 48 anni, è originario di Cerignola ma vive a Stornara dove si è sposato per la seconda volta e dove gestisce una ditta di soccorso stradale. Ha evitato il carcere perchè da solo in piena autonomia si è presentato all’uscio della Comunità terapeutica Art Labor di Foggia. Grazie al percorso terapeutico intrapreso in comunità, oggi Paolo è un altro uomo. È riuscito a vincere la propria battaglia, ricostruendosi una nuova vita proprio grazie ad un’altra opportunità offertagli da chi non lo ha mai lasciato solo nei momenti più difficili. Gli operatori e lo staff di psicologi e psicoterapeuti della comunità.
“Mi sono presentato da solo e ho chiesto di essere assistito dopo un periodo brutto per me a causa delle dipendenze da alcol e droga. Dopo quasi un anno di permanenza posso dirmi fortunato, la comunità mi ha accolto e mi ha guarito. L’ingresso in comunità mi ha evitato il carcere e mi ha permesso di consevare l’attività lavorativa. Sono molto soddisfatto, soprattutto per aver dato un calcio alle brutte abitudini del passato. Oggi mi sento un’altra persona e ne sono fiero. Ai giovani dico semplicemente, non usate alcol e droghe. Godetevi la vita”. E per la comunità Art Labor un’altra storia di successo, un’altra sfida vinta.
“Per noi – ha affermato la psicologa e psicoterapeuta Valentina Cocuzzi – è motivo d’orgoglio vedere quando i nostri utenti riprendono in mano la propria vita, non solo nel reinserimento lavorativo, ma anche a livello personale e comportamentale. Tutto questo ci da la forza di andare avanti. E la storia di Paolo non è l’unica, ci sono tanti ragazzi che lottano, come Michele, pizzaiolo di Foggia, che lottano per conservare un lavoro o per trovarne uno nuovo. A tal proposito lancio l’appello agli imprenditori foggiani: veniteci a trovare e mettete i nostri ragazzi alla prova”. “L’obiettivo principale – aggiunge l’altro psicologo e psicoterapeuta, Paolo D’Antuono – è quello di riabilitare l’utente rispetto alle dipendenze dalle sostanze stupefacenti. Poi il reinserimento sociale e lavorativo”.











