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Home - Brigate del lavoro, la Flai Cgil per 15 giorni nelle campagne del Foggiano per l’iniziativa Diritti in Campo

Brigate del lavoro, la Flai Cgil per 15 giorni nelle campagne del Foggiano per l’iniziativa Diritti in Campo

Secondo i dati nazionali il 53 per cento delle aziende agricole utilizza manodopera in maniera irregolare, a nero o per il tramite di caporali. In Capitanata questo dato, per le stime ufficiose della Flai come spiega il segretario regionale Antonio Gagliardi, supera il 70 per cento

Di Antonella Soccio
15 Luglio 2024
in Cronaca, Foggia, Immediato TV
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Fino al 26 luglio in Capitanata gli attivisti della Flai Cgil daranno vita alle ‘Brigate del lavoro’ per l’iniziativa Diritti in Campo, il sindacato di strada itinerante che punta a entrare in contatto, nelle campagne del territorio, con quanti più lavoratori possibili per distribuire materiali di supporto e informativo. La provincia di Foggia seconda in Italia per Pil in agricoltura nella stagione della raccolta del pomodoro e delle altre orticole diventa meta di migliaia di operai agricoli migranti che si sommano agli stanziali, determinando spesso condizioni di accoglienza e intermediazione di manodopera non legali e rispettose della dignità delle persone.

Secondo i dati nazionali il 53 per cento delle aziende agricole utilizza manodopera in maniera irregolare, a nero o per il tramite di caporali.
In Capitanata questo dato, per le stime ufficiose della Flai come spiega il segretario regionale Antonio Gagliardi, supera il 70 per cento.
La Cgil chiede che i fondi previsti dal Pnrr in materia di ghetti, oltre 200 milioni di euro prevedano interventi specifici e mirati non solo per costruzione di immobili, ma anche per servizi alla collettività sui trasporti e sul diritto alla salute in modo da garantire i requisiti minimi per gli insediamenti in zona.
“Serve una maggiore quantità di acqua per dei livelli minimi di dignità umana. Al tavolo prefettizio occorre un coinvolgimento di tutti gli enti e le amministrazioni comunali”, ha osservato il segretario Gianni Palma.
Nelle due settimane di campagna la Flai effettuerà una importante attività insieme alla Asl. “Fino al 26 luglio ci sarà una compresenza di una unità mobile attrezzata con due oncologi per la prevenzione delle malattie oncologiche dei lavoratori della pesca e dell’agricoltura per la prevenzione del tumore della pelle”.

La presenza diretta in campo si affiancherà ad una attività istituzionale su cui la Cgil si aspetta non solo un generico gradimento ma soprattutto che diano risposte concrete e celeri alle istanze sindacali.
Le Brigate del lavoro della Flai Cgil nelle campagne della Daunia contro sfruttamento e caporalato. Volontari e sindacalisti in giro per portare informazioni e anche assistenza sanitaria
La Flai Cgil con le brigate del lavoro ospiterà sindacalisti di tutta Italia fino al 26 luglio per girare le campagne del foggiano per incontrare operai e operaie del settore agroindustriale, informarsi sulle condizioni di lavoro, fornire assistenza su diritti e doveri anche attraverso brochure multilingue, fornire assistenza anche sul piano sanitario grazie a una collaborazione con la Asl.

“Da anni la Flai a livello nazionale – ha spiegato nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto Diritti in campo il segretario generale della categoria dei lavoratori agricoli di Foggia, Giovanni Tarantella – si è caratterizzato per il suo essere sindacato di strada. Non potrebbe essere diversamente per la natura del lavoro agricolo sopratutto in questa stagione di grandi raccolte. Il nostro intento è fornire anche un minimo di supporto ai lavoratori, portando loro acqua – in queste giornate di gran caldo ci dicono che le scorte a disposizione purtroppo finiscono subito -, dei cappelli per ripararsi dal sole, dei giubbotti catarifrangenti per segnalare alle auto i frequenti spostamenti che compiono in ore buie a piedi o in bici. Ovviamente è per no importante parlare con loro per capire se e come è cambiato il sistema del lavoro nelle nostre campagne, nello stesso tempo informando sui diritti contrattuali, soprattutto ai braccianti stranieri che magari hanno anche difficolta con la lingua”.

Con le sue 24mila aziende, gli oltre 100 milioni di valore di export, soprattutto i 480mila ettari di superficie agricola – un terzo di tutta la Puglia – la Capitanata è a livello nazionale tra le province più importanti per le produzioni agricole, soprattutto ortofrutticole e cerealicole. E degli oltre 45mila operai agricoli censiti dall’Inps, oltre 13mila sono stranieri. Questo per quel che riguarda la parte in regole.

“Poi sappiamo che questo territorio è caratterizzato da tanta illegalità, sfruttamento, caporalato – ha ricordato Antonio Gagliardi, segretario generale della Flai Cgil Puglia -. Per questo replichiamo in Capitanata questa esperienza di Diritti in campo che non è certo la prima. Noi lo diciamo da termpo il caporalato è un sistema che si è sostituito allo Stato e sol con un approccio sistemico può essere sconfitto. Servono servizi pubblici efficaci e veloci di intermediazione di manodopera, attraverso i Centro per l’impiego e anche con il supporto degli enti bilaterali. Serve intervenire sul trasporto mirato nei fondi agricoli, serve – soprattutto per gli stranieri – garantire vera accoglienza. Lo Stato se vuole davvero sconfiggere un fenomeno che sfrutta le persone, le ammazza, che alimenta circuiti ed economie criminali, deve riappropriarsi del suo ruolo. Noi siamo sempre pronti a collaborare con tutti e e serve a denunciare le cose che no funzionano. Purtroppo c’è un elemento che indebolisce l’azione di contrasto alo sfruttamento ed è la legge Bossi-Fini, che alimenta la clandestinità e non permette ai lavoratori e lavoratrici di poter reclamare diritti”.

Proprio sul ruolo delle istituzioni è intervenuto il segretario generale della Cgil di Foggia, Gianni Palma. “Proviamo sempre a coinvolgere su questi temi tutti gli attori sociali e soprattutto istituzionali. Siamo presenti come Cgil ai tavoli prefettizi per il progetto di superamento dei ghetti, e saremo attenti che le risorse non servano solo a costruire immobili ma appunto a fornire tutti i servizi e i diritti necessari all’integrazione e fondamentali per un vive dignitoso. In questo senso c’è un progetto con la Asl che vedrà operatori sanitari affiancarsi alle Brigate del lavoro nel tour per i fondi e le aziende con una unità mobile attrezzata per fare uno screening preventivo oncologico a campione tra i lavoratori e le lavoratrici per quel che riguarda i tumori della pelle, che hanno una incidenza purtroppo alta per lavoratori esposti per molto tempo al sole. È un primo passo ma è un segnale importante di attenzione delle istituzioni verso questi lavoratori che non possono rimanere invisibili”.

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Tags: brigate del lavoro
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