Confermata in appello la condanna a 4 anni e 4 mesi di carcere per il 47enne boss foggiano, Antonello Francavilla, uno dei capi del clan Sinesi-Francavilla, genero di Roberto Sinesi. Anche i giudici del secondo grado di giudizio lo hanno ritenuto colpevole di possesso illegale di una pistola con la quale fu sorpreso a gennaio 2023 nei pressi di un bar di Foggia. Probabilmente girava armato perché temeva per la sua incolumità. La prima sentenza, emessa nel capoluogo dauno col rito abbreviato, risale a giugno dello scorso anno. A Francavilla, accusato anche di aver violato la sorveglianza speciale, resta la via della Cassazione.
All’epoca dei fatti il boss era libero da pochi mesi dopo le condanne nei processi “Gotha” e “Rodolfo”. A marzo 2022, mentre era ai domiciliari a Nettuno in provincia di Roma, fu ferito a colpi d’arma da fuoco insieme al figlio minorenne. Per quel duplice tentato omicidio è imputato il costruttore foggiano Antonio Fratianni che avrebbe agito per non restituire circa 600mila euro al clan, soldi che i boss volevano forse investire in un progetto edilizio. Lo stesso imprenditore fu bersaglio di un agguato pochi mesi dopo, ma l’omicidio fu sventato dalla squadra mobile. Per questa vicenda sono già stati arrestati e condannati in primo grado alcuni foggiani tra cui Emiliano Francavilla, fratello minore di Antonello.
In un recente interrogatorio della Dda di Bari, Giuseppe Francavilla detto “Pino Capellone”, cugino di Antonello Francavilla, ha inoltre svelato l’esistenza di un forte dissidio tra i due parenti. “Ho deciso di collaborare con la giustizia per dare un futuro migliore ai miei figli e per delle controversie con Antonello Francavilla che potevano portare all’eliminazione fisica mia o sua – ha spiegato il Capellone -. La controversia con mio cugino è nata da una dichiarazione di Patrizio Villani (ex killer garganico dei Sinesi, oggi pentito di mafia, ndr) che ha detto che io volevo ammazzare Francesco Sinesi“. Quest’ultimo è cognato di Antonello Francavilla. “Per questo motivo tra me e mio cugino Antonello sono sorte delle tensioni, dato che Antonello era il cognato. Sono certo che Francesco Sinesi sa che io non lo volevo uccidere. Ho saputo che Antonello mi voleva uccidere da mia madre durante un colloquio”.