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Home - Mafia foggiana, quasi 50 anni di carcere per l’attentato all’imprenditore. Pena maggiore al boss Francavilla

Mafia foggiana, quasi 50 anni di carcere per l’attentato all’imprenditore. Pena maggiore al boss Francavilla

Un commando armato voleva uccidere Antonio Fratianni per vendicare l'agguato di Nettuno e per una storia di soldi mai restituiti

Di Francesco Pesante
14 Febbraio 2024
in Economia, Foggia
Il casello; nei riquadri, Emiliano Francavilla e un'auto della polizia di Foggia

Il casello; nei riquadri, Emiliano Francavilla e un'auto della polizia di Foggia

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È già tempo di condanne per i Sinesi-Francavilla. Quasi 50 anni di carcere complessivi, in primo grado, sono stati inflitti con rito abbreviato a Bari per il tentato omicidio dell’imprenditore edile Antonio Fratianni, salvato dalla squadra mobile di Foggia il 26 giugno 2022. L’attentato sarebbe dovuto avvenire al casello della A14, a pochi chilometri dal capoluogo dauno.

Pena più pesante al 44enne Emiliano Francavilla, per lui 12 anni di reclusione; 8 anni e 8 mesi al 34enne Giovanni Consalvo; 7 all’anziano Mario Lanza, 66 anni (omonimo del più noto pregiudicato); 8 anni e 8 mesi al figlio Antonio, 43 anni; 10 anni e 8 mesi a Giuseppe Sonnino, 52 anni. Assolto Michele Ragno, 47 anni. Quest’ultimo era accusato, insieme a Francavilla, di spaccio e tentata estorsione nei confronti di due pusher. Per questa vicenda, ma solo per questa, è giunta l’assoluzione anche per lo stesso Francavilla. Le pene sono identiche o di poco inferiori rispetto a quelle invocate in una delle ultime udienze dalla pm della Dda di Bari, Bruna Manganelli.

Almeno due i motivi dietro l’agguato di mafia. Fratianni doveva morire per non avere restituito circa 600mila euro al clan Sinesi-Francavilla, soldi che i boss avrebbero voluto investire in un progetto edilizio mai portato a termine. Ma soprattutto, l’imprenditore doveva pagare con la vita il suo tentativo di uccidere Antonello Francavilla, fratello maggiore di Emiliano, il 2 marzo precedente. Quel giorno Fratianni si sarebbe presentato a Nettuno in provincia di Roma dove il boss stava scontando i domiciliari. Il costruttore sarebbe entrato in casa con una scusa per poi esplodere colpi d’arma da fuoco contro Francavilla e il figlio minorenne, entrambi feriti ma sopravvissuti per miracolo. L’imprenditore avrebbe agito proprio allo scopo di non restituire al clan i soldi investiti in precedenza. Per la sparatoria di Nettuno, Fratianni è tuttora sotto processo.

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Tags: mafia
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