Altro che mafia primitiva. Quella foggiana viene descritta dagli inquirenti come un’organizzazione criminale con chiara “vocazione affaristico-imprenditoriale”. Lo riporta il lungo provvedimento di sequestro beni del Tribunale di Prevenzione a carico di Rocco Moretti, il capo dei capi della “Società Foggiana”. “L’associazione mafiosa foggiana – si legge – ha riversato, fin da subito, le sue attenzioni sui fondamentali poli strategici dell’economia dauna: la produzione del pomodoro e l’attività edilizia. In riferimento a quest’ultima, non possono essere taciuti gli agguati compiuti nei confronti dei costruttori Eliseo Zanasi e Salvatore Spezzati (scampati miracolosamente alla morte) e di Nicola Ciuffreda e Giovanni Panunzio che invece persero la vita”.
La “Società” è composta da una scala gerarchica ben definita così descritta dal pentito Alfonso Capotosto, ex morettiano: “Tu incominci come picciotto, picciotto d’onore. Dopo tu, se vuoi salire di livello, devi ammazzare la gente, e incominci a diventare sgarrista, incominci a prendere di più al mese, incominci a prendere 4, 5mila euro al mese, 6mila. Dipende qual è il ruolo”.
Caffè e prodotti per la casa
D’altronde basta dare un’occhiata ai beni del boss Moretti, 74 anni, detto “Il porco”, oggi rinchiuso al 41 bis a L’Aquila, per avere contezza di come la mafia foggiana abbia allungato i propri tentacoli nel tessuto economico locale. La storica discoteca Histoire, ormai chiusa, era controllata dal boss così come alcune attività commerciali di Foggia e provincia. Il documento cita la ditta “Nova Caffè” (vendita al dettaglio e all’ingrosso di caffè) di Concetta Moretti, figlia di Rocco e moglie di Andrea Gaeta “Spaccapallin”, membro di vertice, insieme ai fratelli, del clan Gaeta di Orta Nova, arrestato nel 2023 con l’accusa di essere stato il mandante di un duplice tentato omicidio a Foggia, organizzato proprio per favorire il clan Moretti.
Nella lista anche la ditta “Euroshop” (prodotti per la casa in via Guido D’Orso a Foggia) di Anna Boniello, compagna convivente di Anna Rita Moretti, altra figlia del capomafia nata dalla sua seconda unione. Concetta e Pasquale Moretti detto “Il porchetto”, erede designato, sono figli di Luisa Poppa, prima moglie del boss, Anna Rita e Stefania sono invece nate dall’unione con Chiara Baldi, attuale compagna del 74enne mafioso.

Discoteca e serate
Nella lunga lista spicca “la quota del 100% del capitale sociale della Multiservice srls con sede legale a San Severo”. Quanto a questa società, gli inquirenti ricordano che Moretti “ha immesso i capitali illeciti anche nel settore dell’intrattenimento e della somministrazione di bevande e alimenti, avendo egli gestito la discoteca Histoire, attualmente non più attiva”. Vicenda confermata dal pentito Carlo Verderosa, altro ex morettiano: “So che la moglie di Leo di Torremaggiore (che per gli inquirenti è Leonardo Chiarelli) lavorava alla cassa della discoteca e che la discoteca anni addietro era gestita dai figli di Federico Trisciuoglio e cioè Giuseppe e Fabio. La prima volta che andai mi informarono che la discoteca era di Pasquale, cosa per altro nota. La gestione era di fatto in capo a Pasquale Moretti, suo figlio Rocco Jr., Leo di Torremaggiore e Nicola Valletta. Tutti amici nostri“.
La Multiservice S.r.l.s. “costituita nell’anno 2019 – riporta sempre il provvedimento -, è attualmente amministrata da Marco Ragno, succeduto in data 13 ottobre 2022 a Leonardo Catalano che tra l’altro resta, comunque, socio unico dell’impresa. Specifiche attività investigative hanno evidenziato che la gestione della suddetta impresa, la cui attività prevalente concerne ‘la direzione di discoteche, sale da ballo, night club e simili’ è, come visto, di competenza del clan Moretti”.
E ancora: “Il 10 ottobre 2019, soltanto 10 giorni dopo la propria costituzione, la Multiservice S.r.L.s, sottoscriveva il contratto di affitto di ramo di azienda con il Centro Turistico Bonassisa S.a.s. (in scioglimento e liquidazione), attraverso il quale veniva conferita all’impresa del Catalano la gestione dei servizi di discoteca per eventi e spettacoli con annessa attività di somministrazione di bevande relativamente alla struttura sita a Troia in via Napoli, ex ONC 93, ovvero dove era ubicata la discoteca Histoire. Il contratto di fitto presentava una durata unica, dal 15 ottobre 2019 al 15 aprile 2020, a fronte di un canone complessivo di 15mila euro oltre IVA da corrispondere, entro le prime 10 serate, e prima di ogni evento organizzato, in importi di 1.500 euro oltre IVA”.
Secondo gli inquirenti, “gli elementi acquisiti consentono di ritenere che la società Multiservice s.r.l. sia nella disponibilità di Rocco Moretti e che l’intestazione delle relative quote a Leonardo Catalano sia meramente fittizia”.
Il pellet
A Moretti è riconducibile anche la società Bomodi s.r.l., “esercente – si legge – l’attività di vendita all’ingrosso e al dettaglio di materiale da riscaldamento e in particolare pellet (ma risulta che la società commercializzi anche condizionatori). La società è formalmente amministrata dal socio unico Giuseppe Sementino. In realtà le indagini hanno consentito di verificare che Sementino – nullatenente e gravato da precedenti di polizia in materia di stupefacenti – non ha alcun reale ruolo di gestione della società. Vi sono invece diversi elementi che consentono di riferirla sostanzialmente a Moretti e alla sua famiglia e che appaiono distonici rispetto all’intestazione formale: l’immobile in cui ha sede legale e operativa la Bomodi s.r.l. – sito in via di Fabbrica n. 2 – è locato da Anna Boniello, compagna di Anna Rita Moretti; la precedente sede della Bomodi s.r.l., sita a Foggia in via Manfredonia al km 2,200, coincide con la sede della cessata Mainiero Cars, di Leonardo Mainiero compagno convivente di Angela Napolitano, figlia di Anna Boniello, nonché con l’unità locale della ditta Euroshop di Anna Boniello. Dei sei lavoratori dipendenti denunciati dalla Bomodi s.r.l. nel 2022, cinque appartengono alla famiglia allargata di Moretti. L’attività commerciale viene promossa su una pagina Facebook denominata Foggia Pellet, su cui intervengono frequentemente con post pubblicitari Anna Rita Moretti, Paolo Di Cesare (genero del boss), Leonardo Mainiero e il padre di quest’ultimo Michele“. La Dia ha anche fornito screenshot a riguardo.
Il locale di Orta Nova
Nel ricostruire il “pianeta Moretti”, gli inquirenti hanno scritto anche di un complesso immobiliare di Orta Nova in via D’Angiò dove “è stata svolta per molti anni – si legge – l’attività di bar e ristorazione. Consta, infatti, che Concetta Moretti lo abbia concesso in comodato gratuito prima alla Decanter di Gaeta Giovanna & C. s.a.s., nella persona di Gaeta Giovanna e poi Decanter di Moretti Concetta & C. S.a.s. (di cui Moretti Concetta è socia accomandataria); si tratta in realtà della medesima società, che a seguito del mutamento della compagine sociale ha mutato altresì denominazione, mantenendo però la stessa partita IVA. Occorre notare che dall’analisi delle dichiarazioni dei redditi emerge, in sintesi, che nell’arco temporale 2012-2015, al netto di un reddito d’impresa totale pari a 97.033 euro e di componenti positivi pari a 1.620.543 euro risultano essere stati versati sui conti correnti aziendali intestati alla Decanter di Moretti Concetta & C. S.a.s. contanti per un importo totale di 1.472.611,08 euro. Analoghi movimenti di denaro anomali sono stati rilevati nei conti della ditta individuale ‘Nova Caffè’, sempre intestata a Moretti Concetta. Anche in quel caso è stato possibile, infatti, documentare come nei conti correnti aziendali fossero state versate somme contanti assolutamente sproporzionate rispetto ai ricavi dichiarati. È ragionevole dunque ritenere, tanto più in ragione della pericolosità qualificata di Rocco Moretti, che con i suddetti versamenti – privi di logica giustificazione – costituiscano l’immissione dei proventi illeciti nel circuito legale per il tramite di un’attività economica intestata alla figlia del boss”.
Infine, gli immobili e i conti correnti. La Dia ha posto i sigilli ad una villa in agro di San Giovanni Rotondo intestata a Chiara Baldi, compagna del capomafia. Nel mirino “denaro, gioielli, quadri, arazzi, titoli, azioni e tutti gli accessori posti ad ornamento: statue, gazebo, barbecue, piante, fioriere, anfore, pietre ornamentali, arredi esterni, pavimentazione, muretti in pietra, recinzione, impianto di videosorveglianza, illuminazione”.
Sequestrati anche due immobili in viale Fortore a Foggia intestati al genero Paolo Di Cesare e numerosi rapporti finanziari intestati a familiari stretti e parenti acquisiti. Su Di Cesare, marito di un’altra figlia del boss, Stefania Moretti, è scritto: “Percepisce redditi dal Ministero della Difesa, essendo un appartenente all’Aeronautica Militare e senza dubbio aveva un ruolo di interlocutore privilegiato”. Infine, sigilli a 10 mezzi tra autovetture e veicoli commerciali.













