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Home - Maffione, un “cervello in fuga” a capo della frode milionaria sull’Iva. Il giovane di Orta Nova arrestato a Dubai

Maffione, un “cervello in fuga” a capo della frode milionaria sull’Iva. Il giovane di Orta Nova arrestato a Dubai

30enne ortese accusato di essere il "dominus" degli affari illeciti nel mondo della vendita online di pneumatici. Beccato mentre si trovava negli Emirati

Di Francesco Pesante
25 Gennaio 2024
in Cerignola e 5 Reali Siti, Cronaca
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Fine degli affari per Vincenzo Maffione, 30enne di Orta Nova, ritenuto il “dominus” della maxi frode sull’Iva nel commercio online di pneumatici. Il giovane è stato raggiunto a Dubai ed arrestato dalla polizia degli Emirati Arabi nell’ambito dell’operazione “Pit Stop”. Su gommeplanet.it, uno dei siti web finiti nel mirino della Guardia di Finanza, Maffione si descriveva così: “Una storia di business e molto di più. È la rivincita di Vincenzo Maffione, un cervello in fuga di soli trent’anni che da Orta Nova in provincia di Foggia si è trasferito in Spagna per intraprendere una carriera imprenditoriale che si preannuncia di successo”.

Ma Maffione, in realtà, avrebbe intascato vagonate di milioni di euro illecitamente attraverso un sofisticato sistema truffaldino. “Le operazioni di vendita che noi consideriamo sostanzialmente nazionali e sulle quali doveva addebitarsi l’Iva in fattura sono state fatte figurare, attraverso società interposte fittizie, come ‘intra comunitarie’ dove l’Iva non viene addebitata – ha spiegato in conferenza stampa il procuratore europeo per l’Italia, Andrea Venegoni, negli uffici della procura europea di Torino -. Secondo noi la società italiana coinvolta non ha ricevuto l’Iva che avrebbe dovuto ricevere dalle vendite e quindi non l’ha versata allo Stato italiano. Di conseguenza questa quota non è confluita nel bilancio dell’Unione Europea. Stiamo parlando di un’evasione di 40 milioni di euro sottratti allo Stato italiano e in quota parte all’Unione Europea. L’indagine ha riguardato numerosi stati come Germania, Lituania, Belgio, Estonia, Olanda, Romania, Cipro, Bulgaria, Francia e Lussemburgo coinvolgendo anche stati extra europei come gli Emirati Arabi per eseguire misure cautelari (come nel caso dell’arresto di Maffione, ndr)”.

Oltre a Maffione un’altra persona è stata condotta in carcere, due agli arresti domiciliari e una sottoposta alla misura dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza.

Dubai; nel riquadro, Vincenzo Maffione

I finanzieri hanno poi eseguito un imponente sequestro beni di quasi 40 milioni riguardante 15 immobili situati nel Foggiano, in particolare ad Orta Nova, conti correnti in Italia ed estero e criptovalute. 

L’operazione “Pit Stop” è stata coordinata in 10 stati dell’Unione ed in 5 stati extra-U.E. dall’Ufficio di Torino della Procura Europea, con il supporto dell’Ufficio Centrale EPPO in Lussemburgo, in collaborazione con le autorità giudiziarie dei Paesi interessati.

Il “sistema”

Le indagini coordinate dalla Procura Europea hanno preso avvio da due esposti presentati presso il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Foggia e di Genova e hanno riguardato 7 società formalmente ubicate in Spagna, Romania, Estonia, Ungheria e Bulgaria, ma che, in realtà, venivano gestite dall’Italia tramite una società cooperativa di Orta Nova, attraverso le quali l’organizzazione criminale indagata gestiva una vasta attività di vendita online di pneumatici per auto ed altri veicoli a motore.

A seguito di attività tecniche, accertamenti finanziari, analisi dei computer e dei telefoni sequestrati nel corso delle perquisizioni, i finanzieri dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Foggia e Genova, supportati dagli specialisti informatici del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche, hanno accertato che la cooperativa foggiana, attraverso un unico apparato organizzato di beni e persone, svolgeva tutte le attività direttive ed amministrative delle società collocate nei diversi Paesi U.E. e curava materialmente le cessioni di pneumatici ai privati consumatori italiani che li avevano acquistati tramite appositi siti internet.

Più in particolare, dalle investigazioni è stato ricostruito il seguente sistema di frode: creazione di società di puro artificio localizzate alle Isole Canarie (Spagna), alle quali erano formalmente riconducibili le piattaforme web di e-commerce per la vendita di pneumatici; attraverso tali siti web, gli utenti (prevalentemente cittadini italiani) effettuavano i propri ordini, che venivano trasmessi ad ulteriori società schermo localizzate in altri Paesi dell’Unione Europea riconducibili ai medesimi indagati; queste ultime si occupavano di comunicare ai reali fornitori degli pneumatici, estranei al meccanismo di frode, l’entità dell’ordine e la destinazione dello stesso; la merce veniva quindi spedita dal fornitore reale al consumatore finale italiano, senza transitare in alcun modo attraverso le società formalmente interposte nella transazione; le società localizzate alle Isole Canarie emettevano quindi nei confronti del consumatore finale una fattura senza applicazione dell’I.V.A..

Secondo i risultati delle indagini, dal 2017 l’organizzazione indagata ha generato un fatturato di circa 180 milioni di euro. Stando alla ricostruzione investigativa, tale schema fraudolento non solo avrebbe consentito la sistematica disapplicazione dell’Iva in ciascuno dei Paesi Ue coinvolti nelle cessioni di beni online, con un’evasione dell’imposta quantificata in 39.462.526 euro, ma ha anche permesso agli indagati di praticare prezzi sensibilmente inferiori alle normali condizioni di mercato, con conseguente distorsione della libera concorrenza, in pregiudizio degli operatori commerciali del settore.

“Va precisato che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari – riporta la Finanza in una nota stampa – e che, indipendentemente dagli elementi indiziari raccolti che hanno portato all’emissione dei provvedimenti cautelari, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino ad eventuale pronuncia di una sentenza di condanna definitiva”.

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Tags: Maffione
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