La neo sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo rischia davvero di decadere dal suo incarico di prima cittadina per un ritardo nella dismissione dei panni e delle funzioni di provveditora?
Come ha spiegato il consigliere comunale Giuseppe Mainiero che ha fatto ricorso al prefetto e al giudice ordinario, Episcopo ha comunicato la sua aspettativa non retribuita da dirigente dell’ufficio provinciale il 31 ottobre ma solo il 6 novembre ha cessato le sue funzioni, un giorno dopo i termini previsti per legge.
Dall’entourage del campo largo però sono tutti molto tranquilli. A cominciare dal suo stretto collaboratore e consigliere Micky de’ Finis, segretario nazionale della Direl. Ci sarebbero almeno tre aspetti, secondo fonti romane della Funzione Pubblica, che la mettono al riparo da ogni possibile causa di decadenza. Anzitutto l’ambito funzionale dove lei lavora riguarda le scuole statali.
Già questo fatto di per sé preclude e impedisce che venga eccepita incompatibilità dal momento che gli enti locali e le funzioni statali non coincidono.
L’aspettativa non retribuita, inoltre, è un diritto dell’eletto sancito dall’articolo 51 della Costituzione, i termini andrebbero comunque fatti risalire alle fasi della proclamazione e dell’insediamento.
Il dirigente è titolare di un incarico triennale, ma nel caso di Episcopo il Ministero non ha eccepito rilievi né sono mai state formalizzate delle contestazioni ai suoi danni. “Parva materia”, così la questione è stata bollata a Roma.
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