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Home - Rosa Marasco ricorda la sorella Franca. “Su di lei violenza psichica. Aveva paura di vivere”

Rosa Marasco ricorda la sorella Franca. “Su di lei violenza psichica. Aveva paura di vivere”

Nella giornata per l'eliminazione della violenza sulle donne, ecco la lettera dedicata alla tabaccaia uccisa a Foggia

Di Redazione
25 Novembre 2023
in Cronaca, Foggia
Franca Marasco; nel riquadro, la sorella Rosa

Franca Marasco; nel riquadro, la sorella Rosa

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“Bisogna capire bene cos’è una violenza e di quanti tipi essa può essere prima di poter fare un qualunque progetto che possa valere a stravolgere tale mostruosità che sta invadendo l’animo umano in maniera, a mio avviso, incontrastata”. Inizia così la lettera inviata al giornale da Rosa Marasco, sorella di Franca, la tabaccaia uccisa a fine agosto scorso a Foggia durante una rapina.

Nella giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne, Rosa Marasco ha detto la sua attraverso una toccante missiva: “Sappiamo che c’è una violenza fisica, sessuale, psichica, economica – scrive -. Questo ci sembra di saperlo, ma il difficile è riconoscerla e saperne coglierne i segni. Difficile non solo per i ragazzi in età evolutiva ma anche per gli adulti. Dovremmo essere attenti a riconoscere, in uno, quella violenza che limita la libertà di una donna nella sua possibilità di esprimersi, di desiderare, sognare, progettare, realizzare, lavorare, scegliere… in una sola parola nella sua possibilità di essere! Infatti la violenza inizia con determinati segni specifici che possono caratterizzarla in modo strettamente e limitatamente settoriale ma poi diventa altro, invade altri campi e da un qualunque punto si parta si arriva a quella fisica estrema: il femminicidio.

Il femminicidio è un delitto di potere, un estremo gesto di sopraffazione sulla donna: è questo che accomuna i tanti casi, pur se apparentemente tanto diversi tra di loro. Giulia, una ragazza a cui un uomo (non mi viene da dire sentimentalmente legato perché l’amore è un’altra cosa!) decide di impedire la realizzazione professionale e personale: ci sono inclusi tutti i tipi di violenza fino a quella fisica definitiva.

Franca, mia sorella, ha subito come donna sola una violenza fatta di intimidazioni varie: furti e infastidimenti a vario titolo che le hanno regalato quella paura di vivere e lavorare come lei voleva fare. 

La sua libertà, la sua onestà, la sua lealtà, la sua capacità relazionale, la sua attenzione agli altri, la sua creatività, doti di vita che impegnava nel suo lavoro con semplicità e umltà hanno dato fastidio a uomini perversi che hanno organizzato e messo in moto il progetto finale per lei. La violenza qui inizia come violenza economica e sconfina in quella psichica con la paura di vivere fino a diventare fisica lo scorso 28 agosto a Foggia nel femminicidio operato da un killer opportunamente adescato. È un delitto di potere su una donna. 

Le sue denunce non sono state accolte nel modo giusto… non sono stati riconosciuti i primi segni di quella violenza che inizia con una caratterizzazione propria e poi… sconfina senza pietà. Non sono stati riconosciuti quei segni nemmeno nei fatti e nelle denunce, nemmeno dalle istituzioni che avrebbero dovuto al contrario proteggerla quella donna, mia sorella. 

La differenza che raccolgo tra i casi citati è che ci sono due Italie: mentre al nord si esorta a ‘fare rumore’ per ottenere il cambiamento vero e non solo una commozione da circostanza, qui a Foggia noi siamo incentivati e oppressi da un silenzio che mira solo a spegnere i riflettori sulla storia, pur se così tanto drammatica”.

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Tags: franca
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