A Bari la Polizia di Stato ha eseguito gli ordini di carcerazione, emessi dalla Procura Generale della Repubblica di Bari, Ufficio Esecuzioni Penali, nei confronti di persone contigue al clan Parisi, già destinatarie di provvedimento cautelare, nel 2016, nell’ambito dell’operazione denominata Do ut Des.
L’indagine consentì di documentare l’attività criminale del sodalizio mafioso operativo a Bari e in alcuni Comuni della provincia, attraverso il capillare e sistematico controllo del territorio, gestendo, in situazione di monopolio, numerose attività illecite; tale egemonia si era sviluppata in maniera variegata, ovvero anche attraverso il monitoraggio e la gestione degli alloggi di edilizia popolare e, soprattutto, attraverso l’infiltrazione all’interno dei cantieri edili.
Le attività investigative, compendiate dalle dichiarazioni di alcuni imprenditori taglieggiati, nonché da numerose attività tecniche, consentirono di acquisire convergenti e univoci elementi di responsabilità a carico di una struttura criminale organizzata e diretta dal 63enne Savino Parisi, con base operativa nel quartiere Japigia di Bari.
Le investigazioni documentarono che il clan sfruttava l’attività dell’imprenditoria edile, finendo per operare scelte aziendali di rilievo, comportandosi come un vero e proprio broker o intermediario che interviene sul mercato suggerendo, ma sostanzialmente imponendo, le proprie scelte da cui, naturalmente, guadagnava una percentuale sugli utili e sui compensi.
Attinti dall’Ordine di esecuzione per la carcerazione sono: Michele Parisi, 56 anni, Giuseppe Parisi, 59 anni, Battista Lovreglio, 65 anni, Michele Genchi, 55 anni e Vito Sebastiano, 42 anni che dovranno espiare pene che vanno dai 3 ai 9 anni di reclusione, perché ritenuti responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, violazione della Legge sulle armi, estorsioni e riciclaggio, con l’aggravante della mafiosità.
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