Un copincolla spudorato. Nelle scorse ore, l’ex segretaria del Pd di Mattinata, Libera Scirpoli, compagna del sindaco di Manfredonia Gianni Rotice, ha pubblicato il suo ennesimo editoriale sulle colonne del quotidiano online “l’Attacco”, giornale che da tempo minimizza il fenomeno mafioso e sostiene a spada tratta l’imprenditore interdetto per mafia, Michele D’Alba. Una recente querela presentata da agenti della squadra mobile di Foggia nei confronti del direttore della testata, parlava di D’Alba come “benefattore” del giornale. Vicenda evidenziata anche dal procuratore della Dda di Bari, Roberto Rossi durante un’audizione davanti alla commissione parlamentare antimafia.
Intanto, mentre il direttore è intento un giorno sì e l’altro pure ad attaccare la Prefettura di Foggia, l’organo che spicca le interdittive, Scirpoli si affanna a difendere il suo fidanzato dopo la recente crisi politica a Manfredonia. Il risultato è grottesco: l’editoriale è un mero copincolla, in larga parte, di un articolo comparso il 30 gennaio 2022 sul sito rivistailmulino.it firmato da Guido Melis. Titolo: “Una classe politica fallimentare”.

Per riempire gli infiniti spazi del giornale, Scirpoli ha estrapolato a piè pari molti passaggi dell’articolo, senza alcuna citazione, pur di difendere Rotice ed attaccare la “vecchia politica” (se quella nuova è rappresentata dal suo fidanzato stiamo freschi) e i partiti. Ha parlato di “antidemocrazia” e di “giorni ambigui e cupi”, incolpando destra e sinistra per gli strafalcioni del sindaco di Manfredonia.
Dopo un preambolo che sembrerebbe farina del suo sacco, le restanti due colonne sono palesemente un copincolla tratto da “il mulino”. Si parla di Berlinguer, Cina, Brigate Rosse, Aldo Moro e del “declino universale” per poi tornare per un attimo a Rotice e alla disastrata amministrazione manfredoniana: “Mi aspettavo di più da certi rappresentanti della politica locale: un tentativo di sostegno e non la distruzione per il ritorno ad una stagione fallimentare”. Mai un mea culpa o una critica sull’operato del compagno.
Il boss Francesco Scirpoli, fratello di Libera, definito da quest’ultima un “bravo ragazzo che studia all’università e lavora per il Ministero” (è in carcere da qualche anno), farebbe bene ad evitare le tecniche della sorella. I professori tendono a bocciare gli alunni che utilizzano il copincolla. (In foto, Rotice e L.Scirpoli)
Seguici anche su Instagram – Clicca qui











