Primo confronto pubblico tra i candidati sindaci di Foggia. Su telefoggia presenti, in ordine alfabetico, Nunzio Angiola (civico), Maria Aida Episcopo (campo largo centrosinistra e M5S) e Giuseppe Mainiero (civico). Assenti Raffaele Di Mauro (coalizione di centrodestra) e Antonio De Sabato (civico).
Episcopo, spesso incalzata da Mainiero, non sono mancati gli scontri, ha insistito sullo spirito di servizio e sulla sua “nuova coalizione” guidata da pentastellati – che l’hanno fortemente voluta – e Pd. “Vivo qui e sono nata qui – ha detto -. Abito nel quartiere ferrovia, un rione che amo ma che va rilanciato. Punteremo ad una visione nuova, basta rassegnazione. Ci vogliono coraggio, impegno e spirito di servizio“.
Il serafico Angiola, professore dell’Università di Foggia, non ha preso parte allo scontro tra Episcopo e Mainiero focalizzandosi sulla sua attività in campagna elettorale: “L’ho iniziata cinque mesi fa. In città avverto un cambio di atteggiamento da parte di tanti cittadini foggiani. È arrivato il momento di assumerci le responsabilità. Foggia sta perdendo residenti. Molti hanno preferito andarsene. È il momento di tornare a votare scegliendo la classe politica più adatta. Non si scelga più il male minore, ma il meglio”.
Mainiero si è soffermato sulle criticità amministrative e sugli errori del passato, soprattutto dal 2000 in poi. “Centrosinistra e centrodestra hanno determinato un degrado urbano, culturale ed economico della città”. Poi ha ricordato il ruolo di assessora di Episcopo con il sindaco Mongelli e le partecipate che “servivano a dare postazioni al ceto politico di centrosinistra”.
Tanti debiti, scarsi programmi, lo scandalo Aipa, il flop Amica, la monnezza abbandonata di Amiu e molto altro ancora. Fino ai sette anni di Landella che hanno portato allo scioglimento per mafia del 2021: “Se siete contenti di tutto questo potete votare Episcopo oppure il candidato di centrodestra, espressione di Franco Landella. Io sono in campo per un progetto di salute pubblica”.
Stoccata ai politici che erano presenti ad un suo evento in piazza Mercato e che sembravano poterlo sostenere: “Sono scappati tutti quando ho detto che alcuni nomi non potevano più candidarsi”. Poi ha criticato la scelta del Pd di puntare ancora sui vari Pontone, Palmieri o sul vigile Frattulino.
Episcopo si è difesa: “Mongelli serio e onesto. Si struggeva per il bene della città. Non rinnego nulla, intervenni per una fase tecnica di quell’amministrazione. Non mi ero candidata”.
Mainiero ha ricordato gli arresti nel 2014 del consigliere Laccetti e del dirigente Biagini, entrambi condannati in via definitiva: “La corruzione non è iniziata con Landella”. Ed Episcopo: “Nessuno dei componenti di quella giunta è stato sfiorato da un pregiudizio di polizia. Lei nel 2019 ha sostenuto Pippo Cavaliere al ballottaggio, il candidato sindaco di centrosinistra che era con me in giunta nel Mongelli-ter”. Mainiero: “Lo rifarei se l’alternativa fosse sempre Franco Landella”.
Pillole di programmi
Angiola: “Primi passi? Ci muoveremo al grido di serietà, competenza e pragmatismo. La nostra bibbia da ripassare la sera. Misure più urgenti su legalità, lavoro e cultura. E poi stop ai dirigenti a vita, serve una maggiore rotazione. Sarà un’azione amministrativa all’insegna del pedissequo rispetto di norme e regolamenti”. Angiola ha annunciato programmi specifici per scuola ed università e si prodigherà per dare lavoro a giovani e meno giovani: “Ci sono tanti 50enni rimasti allo sbando. Il mio grande sogno è portare una multinazionale a Foggia che mi dia mille posti di lavoro. I precedenti amministratori hanno fatto scappare la Leonardo che voleva ampliare Alenia, ma anche Amazon che preferì investire a Vasto Sud”. Sui rifiuti: “Pulizia straordinaria in tutte le borgate nei miei primi cento giorni, poi il porta a porta, le isole ecologiche e i cassonetti intelligenti per grandi condomini. Riporterei la gestione a Foggia se venissero fuori illegalità dall’attuale corso”.
Mainiero su Amiu ha annunciato, nel caso vincesse, che rinegozierebbe la partecipazione del Comune di Foggia: “I commissari dovevano astenersi da quel contratto (la proroga novennale, ndr). Quel contratto va strappato. Bari intercetta i benefici, i foggiani pagano i costi. Va aperto subito un tavolo per i corretti parametri della partecipazione”. Poi l’Asi: “Il cuore logistico per interconnettere il porto di Cerignola e il porto Alti Fondali. Oggi l’Asi è un cimitero industriale dovuto ad una classe dirigente che ha guardato solo ad accrescere la propria fetta di potere politico. Foggia deve liberarsi da questo sistema di posti di potere. Episcopo rappresenta una cappa di potere”.
La candidata: “Gestione rifiuti va corretta e implementata. Il nuovo cda ispira fiducia, ma ora servono prestazioni che soddisfino la cittadinanza. Serve subito un tavolo negoziale. Pretendiamo, con garbo istituzionale, un servizio di qualità che sia abbinato a politiche educative del cittadino. Siamo perdenti sulla differenziata. Serve uno slancio attraverso una rivoluzione culturale. Ci serviremo di esperti per raccogliere opportunità e suggestioni”. Poi sul rilancio d’immagine ha parlato di “brand tutto foggiano che si insinui come leit motiv“. E ha insistito sugli incentivi pubblici dopo le tante occasioni perse in passato per determinati bandi. La sfida è appena cominciata.
Qui sotto il video completo del confronto
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