È in isolamento da ieri pomeriggio in una cella del carcere di Foggia Redouane Moslli, il cittadino marocchino di 43 anni accusato di omicidio, rapina aggravata e porto illegale di armi nell’ambito del delitto di Franca Marasco, la titolare della tabaccheria uccisa la mattina del 28 agosto nella sua tabaccheria in via Marchese De Rosa a Foggia. Ne dà notizia il legale difensore, l’avvocato Nicola Totaro. L’uomo è anche video sorvegliato in carcere per evitare che possa compiere “gesti autolesionistici”. A quanto si apprende, l’unico precedente arresto dell’uomo per rapina risalirebbe al 2015, e dopo la condanna a circa 3 anni di reclusione Moslli sarebbe uscito nel 2018 dal carcere di San Vittore a Milano.
“Se ogni persona che vive nel degrado facesse una rapina e soprattutto se ogni persona che tenta una rapina uccidesse in quel modo una persona avremmo un elenco infinito di omicidi. La versione dell’assassino della tabaccaia di Foggia è inaccettabile”. Lo afferma in una nota il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, Alfredo Antoniozzi, dopo la confessione da parte del 43enne Moslli Redouane, dell’omicidio di Franca Marasco, uccisa lunedì scorso a Foggia all’interno della sua tabaccheria.
“Con tutto il rispetto che si deve alla difesa – dice Antoniozzi – che è un elemento imprescindibile del diritto, giustificare un atto del genere come mera espressione del degrado è assurdo. Il signore marocchino, visto che la rapina non era andata a buon fine, aveva tutta la possibilità di andarsene e di evitare di fare ciò che ha fatto”. “Ovviamente non ci sorprenderemmo se arrivasse una richiesta di perizia psichiatrica – aggiunge il parlamentare – che ormai giustifica ogni crimine, anche se ci conforta leggere che la Procura di Roma ha ritenuto l’assassino del quartiere Prati, Giandavide De Pau, sano di mente, a conferma che qualcosa sta cambiando”. (Ansa)










