Bocciatura in Cassazione per i narcotrafficanti di Manfredonia e Barletta. Inammissibili i ricorsi di Cosimo Damiano Vairo, 61 anni e Giuseppe Bergantino, 49 anni, entrambi manfredoniani, e di Pasquale Dico, 48 anni e Ruggiero Di Salvo, 56 anni, barlettani. Inutili i tentativi di ribaltare la sentenza della Corte d’Appello di Bari emessa il 22 marzo 2022. Parola fine, dunque, per l’operazione “Gargano” risalente al 2019 e riguardante un imponente traffico di droga tra Colombia, Olanda, Gargano e Bat.
Ruggiero Di Salvo detto “Tucchett”, ritenuto capo e promotore del sodalizio malavitoso, dovrà scontare circa 9 anni di reclusione, Pasquale Dico qualche mese in meno, mentre Vairo e Bergantino rispettivamente intorno ai 6 e 4 anni.
Di Salvo finì sulle cronache anche a maggio 2022 quando, mentre era ai domiciliari, postò un video su TikTok mostrandosi a torso nudo, con musica neomelodica in sottofondo, ostentando ingenti quantitativi di denaro in contanti. Fu subito scoperto e spedito in carcere.
Secondo gli inquirenti, un ruolo di rilievo lo avrebbe avuto Vairo, gravitante nell’ampia costellazione del clan dei montanari Li Bergolis-Miucci-Lombardone. L’uomo avrebbe fornito “supporto logistico-operativo anche in Germania, funzionale ad assicurare il rientro in Italia della droga” e avrebbe avuto contatti con Saverio Tucci detto “Faccia d’Angelo”, uomo dei Li Bergolis ad Amsterdam.

Tucci venne ucciso, proprio nella città olandese, il 10 ottobre 2017 per un affare di droga andato male, forse un debito di 350mila euro. L’uomo, narcotrafficante storico dei Li Bergolis, fu ammazzato dal “broker” della cocaina Carlo Magno, anche lui manfredoniano.
L’attività investigativa scaturì dalle dichiarazioni dello stesso Magno, oggi collaboratore di giustizia, reo confesso dell’omicidio di Tucci, quest’ultimo ammazzato a colpi d’arma da fuoco e chiuso in una valigia.
La droga arrivava dall’Olanda tramite canali internazionali di narcotraffico, con la mediazione di pregiudicati garganici di stanza ad Amsterdam che fungevano da intermediari con esponenti di rilievo dei cartelli colombiani. L’attività investigativa coinvolse anche “Faccia d’Angelo” che secondo Magno avrebbe fatto parte del commando armato responsabile della strage di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017. Magno spiegò ai magistrati che fu lo stesso Tucci a confidarglielo.
Il pentito, nel corso di vari interrogatori, avrebbe contribuito in maniera determinante a delineare in modo completo ed esaustivo l’organigramma criminale, i canali di rifornimento e le modalità di importazione dello stupefacente dal Sudamerica fino a Manfredonia. Di Salvo si sarebbe poi rifornito dai montanari per smerciare la “polvere bianca” a Barletta.
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