“Tito Salatto e Marcello Salvatori? Li metterò insieme, vorrei che stessero entrambi sotto le insegne del centrosinistra con ruoli diversi”. Si esprime così il giornalista Micky de Finis, neo vicesegretario generale vicario nazionale della Direl, il sindacato dei dirigenti della pubblica amministrazione e direttore del Centro Studi di Confindustria Foggia, e da sempre ghost writer dei candidati sindaco. Fu lui a scrivere il programma del centrosinistra extralarge che perse le elezioni contro Franco Landella al ballottaggio. Proprio de Finis nei giorni scorsi ha promosso un incontro tra gli associati dell’associazione dell’aquila per sondare il gradimento nei confronti dell’imprenditore di Sistemi Energetici, con diversificazioni nel mondo vitivinicolo e nel settore turistico alberghiero ambientalista.
Il nome di Salvatori, proposto già nel 2019, era stato ipotizzato anche per il centrodestra, con un corteggiamento abbastanza serrato da parte della senatrice Annamaria Fallucchi, accompagnata da Gianni Di Lauro. La sua opzione, supportata da un’ala del Pd vicina al welfare e alle associazioni culturali legate all’ex presidente di TPP, Peppino D’Urso, che pure avrebbe dato la sua disponibilità alla corsa a Palazzo di Città, potrebbe non scontentare il M5S. Ma per i pentastellati non è da escludere un impegno in prima persona dell’europarlamentare, Mario Furore.
Intanto, dai dem c’è ancora cautela sul nome di Salvatori. “Non ho mai parlato con lui e non lo conosco. Ne ho sentito parlare sempre bene, da più persone. La approfondiremo come opzione”, dice schietto il segretario cittadino Davide Emanuele. Secondo alcuni iscritti però Salvatori, attualmente impegnato in un nuovo progetto energetico, rischierebbe molto a candidarsi e dovrebbe accantonare molti possibili business o comunque delegare. Gli conviene? La risposta appare scontata.
Chi invece si è tirato fuori dal vociame delle ultime settimane è stato l’imprenditore di Svicom Fabio Porreca, su cui a lungo un pezzo di partito meloniano aveva lavorato. Dopo la convention del Samì, è ancora più fitto il buio sul possibile candidato sindaco o sindaca. Qualcosa dovrebbe venir fuori nel fine settimana, assicurano alcuni dirigenti già in vacanza.
“Porreca non ha chiesto di essere candidato a sindaco, ma non possiamo escludere nessuna opzione”, aveva ammesso l’onorevole Giandonato La Salandra, vicinissimo a Marcello Gemmato e Galeazzo Bignami, ma Porreca ha tolto tutti dall’imbarazzo definendosi indisponibile.

Benché i tre partiti si siano presentati uniti e compatti, con la Lega dentro l’alleanza dopo mesi di allontanamenti e sospetti per via della scelta divisiva sul presidente della Provincia, la sintesi su chi potrà guidare la coalizione è ancora in alto mare. Non mancano le ipotesi con un carnet di nomi abbastanza corposo. I Fratelli d’Italia con la leadership della senatrice Annamaria Fallucchi, hanno vagliato diverse figure carismatiche. Dall’imprenditore della sanità Tito Salatto all’ex primario Massimo Zanasi fino alla donna di ferro, la poliziotta Rita Montrone, in pensione da poche settimane. In Forza Italia sarebbe ancora in piedi la candidatura del coordinatore provinciale Raffaele Di Mauro.
Dentro il Carroccio – e tra alcuni azzurri – sono forti le spinte di chi vorrebbe un ritorno in grande stile di Leo Di Gioia, capace di attrarre voti trasversali e sicuramente esperto a livello amministrativo. Tuttavia pesa su di lui, tra i suoi vecchi amici ex An oggi nella fiamma di Meloni, un pregiudizio legato ai suoi cambi di casacca e alla sua storia di assessore emilianista e prima ancora vendoliano.
Tutta questa corsa si incrocia anche con le ambizioni pugliesi di Antonio Decaro, che ha già alcuni suoi uomini fidati sul territorio, e l’indecisione di Michele Emiliano. Alcuni fedelissimi di quest’ultimo, a cominciare da Pippo Liscio numero uno di Arca Capitanata, sono convinti di un suo terzo mandato in Regione Puglia. Altri stanno già lavorando per una sua candidatura alle Europee. Ma c’è chi scommette su un suo ritorno al Comune di Bari. (In foto, Salvatori, Salatto, Di Gioia e Furore; sullo sfondo, il Comune di Foggia)
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